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FAQ Decreto Cura Italia

Continuo aggiornamento sulle misure del decreto Cura Italia, a cura della Presidenza nazionale del Centro Sportivo Italiano. L’Ufficio giuridico-fiscale risponde alle domande più frequenti (FAQ) dal territorio associativo, precisando subito la necessità di fare attenzione a quanto riportato in rete da fonti non ufficiali poiché non sempre è frutto di lettura dei testi, o di norme effettivamente pubblicate, ma di voci che circolano, oppure anticipazioni che potrebbero poi non avere un’effettiva traduzione in norme e prescrizioni. 
 
Aggiornamento del 21 marzo 2020
 
11. È obbligatorio dotarsi di Pec o di Spid per trasmettere la domanda di una tantum 600 euro per i collaboratori sportivi?
 
La domanda per la una tantum non è ancora stata pubblicata dalla società Sport e Salute SPA, che ne ha la gestione in base al recente decreto Cura Italia. Pertanto non sappiamo quali modalità di inoltro dovranno in concreto essere utilizzate. Possiamo presumere che verranno privilegiate modalità telematiche allo scopo, ragionevole, di evitare code agli uffici postali. Di qui, il consiglio di dotarsi di strumenti come la pec o lo spid che in ogni caso saranno utili anche in futuro per la relazione telematica con tutte le pubbliche amministrazioni.
 
12. I nostri collaboratori sportivi prestano attività diretta a beneficio della Asd dall’inizio dell’anno sportivo 2019-2020. Quindi molto prima del 23 febbraio. Sono sprovvisti, tuttavia, di lettera di incarico o contratto. Come possono provare di aver diritto al contributo una tantum di 600 euro?
 
Il rapporto per esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica non esige formalmente una lettera di incarico o un contratto scritto. Esso può svolgersi, infatti, anche sulla base di accordi verbali. Se tali documenti cartacei esistono, ovviamente, è preferibile poiché forniscono una prova rapida e tangibile dell’esistenza del rapporto sportivo prima della fatidica data del 23 febbraio 2020. Tuttavia la lettera o il contratto non sono l’unico mezzo di prova. La ricezione di pagamenti con modalità tracciabili, la relativa emissione di ricevute sportive e soprattutto il concreto svolgimento di arbitraggi, allenamenti, corsi di istruzione ecc. forniscono altrettante prove della sussistenza di un rapporto sportivo, anche se più faticose da esperire in sede di eventuale controllo. Nulla vieta, infine alla Asd e ai suoi collaboratori di certificare, ora per allora, la sussistenza del rapporto ante 23 febbraio 2020. Ciò potrebbe farsi attraverso un documento che in sostanza ricalca gli accordi verbali intervenuti tra Asd e collaboratore e nel quale si dichiara, sotto responsabilità, che tali accordi sono intervenuti in data precedente al 23 febbraio 2020. Tale documento dovrà poi essere redatto e sottoscritto in duplice copia, una per il collaboratore e l’altro per la Asd e conservato per almeno cinque anni. È possibile inoltre conferire data certa al documento stesso scannerizzandolo e inviandolo in auto prestazione tramite Pec. Per ulteriori chiarimenti contattare l’ufficio fiscale Csi.
 
13. Per i collaboratori coordinati e continuativi a carattere amministrativo-gestionale, l’accesso alla una tantum 600 euro richiede il contratto in forma scritta e la preventiva comunicazione all’ufficio dell’impiego? In caso di omissione delle suddette formalità potrebbero scaturirne sanzioni a carico del sodalizio sportivo?
 
Premettiamo che, in attesa di conoscere le modalità concrete della domanda per una tantum, si può supporre, in base al testo del decreto istitutivo, che il diritto di trasmetterla e la correlativa responsabilità ricadano sul collaboratore che ne autocertifica la sussistenza delle condizioni e non sul sodalizio sportivo. Che non può opporsi quindi alla trasmissione della domanda stessa , ne è strettamente tenuto a conoscerne i termini. Nel caso di co.co.co amministrativo-gestionale, però, contratto in forma scritta e comunicazione preventiva all’ufficio impiego sono obbligatori e soggetti a sanzione in caso di omissione nel termini di legge . Ossia 24 ore prima dell’inizio del rapporto. Quindi c’è il rischio, in sede di controlli, che per i co.co.co amministrativo gestionali richiedenti la una tantum, essi possano estendersi anche all’ente sportivo presso il quale ha svolto servizio. Non può dunque essere esclusa a priori una sanzionabilità dello stesso laddove abbia omesso la comunicazione preventiva. Al contrario questa problematica non sorge per i rapporti di diretto esercizio sportivo (istruttori, allenatori, arbitri, ecc.) in quanto l’articolo 67 c.1 lett m) Tuir non li rubrica come rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, facendo venir meno, di conseguenza, l’obbligo formale della comunicazione preventiva 24h. Aspetto, quest’ultimo, confermato anche dalle disposizioni contenute nel cd. Decreto Dignità del 2018 che ha cassato le disposizioni in materia di collaborazioni coordinate e continuative per Asd e Ssd sportive dilettantistiche contenute in precedenza nella Legge di Bilancio 2018.
 
14. Vorremmo celebrare l’assemblea di bilancio 2019 con modalità telematiche, onde evitare i rischi connessi agli assembramenti di persone in tempi di Covid 19, ma il nostro statuto non lo prevede e non abbiamo diretta esperienza di tali strumenti. Potete aiutarci ?
 
Il decreto Cura Italia prevede espressamente che le assemblee delle società possano svolgersi in modalità a distanza anche in deroga alle disposizioni statutarie, purché sia garantita l’identificazione dei partecipanti e la trasparente formazione della volontà dell’organo. Giuridicamente, dunque, il decreto risolve eventuali contrasti tra interessi di tutela sanitaria e le disposizioni statutarie specifiche del sodalizio, facendo prevalere indiscutibilmente le prime.
La questione è dunque come celebrare una assemblea a distanza, tenuto conto che di norma tale organo prevede la partecipazione fisica degli aventi diritto. 
 
Esistono due modi: il primo è quello di convocare l’organo in modalità telematica, utilizzando le varie app che la tecnologia mette a disposizione per le teleconferenze. Es. Skype, Meet o whatsapp. In tal caso l’identificazione avverrà, a cura del Presidente dell’assemblea attraverso la verifica a distanza dei documenti di identità (c.i. Patente guida) di ogni partecipante. Secondo la tecnica del riconoscimento a distanza già in uso presso i provider di servizi telematici per il rilascio di identità digitali. Terminata la verifica poteri, l’assemblea si svolgerà normalmente, con l’unica eccezione che ogni step avverrà in simultanea sugli schermi di Pc o smartphone e non nella sede sociale. L’assemblea può inoltre decidere di registrare i lavori e le delibere, trattandosi di riunioni certamente riservate ma non segrete. Il documento digitale potrebbe però contenere informazioni coperte da privacy e pertanto, in tal caso non dovrà essere divulgato o pubblicato, se non con il consenso di tutti gli interessati.
 
Una seconda modalità forse anche più semplice, è quella suggerita dal Csi, nei format di statuto delle Asd, sin dai tempi della riforma del diritto societario (primi anni 2000): ossia l’organizzazione di assemblee in modalità non collegiale. In buona sostanza si invia ai soci una mail (meglio se Pec) contenente i documenti di bilancio e ogni altro allegato necessario alla consapevole e corretta assunzione delle decisioni . Nella mail si chiede semplicemente al socio se intende o meno approvare il bilancio allegato, e se ci sono osservazioni o richieste integrative da formulare. Tale scambio si svolgerà interamente per mail. La sussistenza dei quorum costitutivi e deliberativi sarà conteggiata in base alle presenze telematiche dei soci e la decisione (approvazione o non approvazione del bilancio) sarà poi trascritta sul libro verbale delle assemblee dal presidente che allegherà le stampe di tutte le mail ricevute ed inviate dai partecipanti. Tutto molto semplice. L’unico aspetto cui riservare particolare attenzione è la verifica poteri, cioè assodare che le mail siano effettivamente riconducibili ai soci aventi diritto. Ciò può essere attuato chiedendo in precedenza a ciascun socio di rendere disponibile la propria mail preferita, garantendone la veridicità allegando i documenti di identità del socio stesso e riportando tale mail sul registro dei soci. In ogni passaggio prestate massima attenzione agli aspetti di privacy e di tutela dei dati personali 
 
Aggiornamento del 20 marzo 2020
 
1. Il Decreto Cura Italia, prevede Una Tantum di 600 euro a beneficio anche dei collaboratori di ASD, SSD ed EPS riconosciuti dal CONI. La misura riguarda solo i collaboratori amministrativo-gestionali o anche quelli che esercitano direttamente l'attività sportiva dilettantistica (allenatori, istruttori, arbitri, ecc.) ?
 
La misura di sostegno è prevista a beneficio di tutti coloro, che - alla data del 23 febbraio 2020 (e non oltre) - hanno in essere un rapporto di collaborazione ex art. 67 c. 1 lett. m del TUIR e risultano sprovvisti di altri redditi da lavoro: non solo gli amministrativo-gestionali ma anche gli sportivi dilettanti, incluse dunque le tradizionali figure di arbitro, allenatore, istruttore, tecnico sportivo, giudice di gara, ecc.
 
2. Sono un collaboratore sportivo, non percepisco altri redditi di lavoro, né dipendente, né autonomo ma sono proprietario di un immobile che mi garantisce un reddito di locazione in cedolare secca. Posso fare domanda per beneficiare dell'indennità Una Tantum da 600 euro?
 
Si, può fare domanda, in quanto la limitazione reddituale riguarda esclusivamente i redditi da lavoro (dipendente, autonomo, parasubordinato) e non gli altri eventuali redditi di diversa natura (capitale, impresa, immobiliare, ecc.).
 
3. A chi spetta fare domanda per la Una Tantum: al singolo collaboratore oppure alla società sportiva per la quale collabora? 
 
La domanda va inoltrata dal singolo collaboratore, in quanto essa prevede degli elementi di autocertificazione (assenza di altri redditi di lavoro) che sono di esclusiva pertinenza e responsabilità del collaboratore.
 
4. Collaboro con una SSD - regolarmente iscritta nel registro CONI - da prima del 23 febbraio 2020 ed ho già percepito i compensi relativi alle mie prestazioni sportive dei mesi di gennaio e febbraio 2020. Ma non dispongo di una lettera di incarico o di un contratto. Posso fare domanda per la una tantum di 600 euro?
 
A nostro avviso si, perché il decreto Cura Italia prevede la misura a beneficio di chi, alla data del 23 febbraio, dispone di un preesistente "rapporto" di collaborazione, E tale evenienza è soggetta ad autocertificazione, senza obblighi di allegare contratti, ricevute o altri documenti.. Dunque, non si fa riferimento ad un contratto sottoscritto in forma cartacea oppure telematica, ma ad un rapporto di collaborazione che esiste di fatto, potendo esser stata negoziata anche solo verbalmente. Le copie degli eventuali bonifici e le ricevute relative ai compensi già percepiti prima di tale data costituiscono, ovviamente, prova fattiva dell'esistenza della suddetta collaborazione. Così come la schedulazione degli allenamenti, gare, ritiri ed ogni altro evento al quale il collaboratore abbia partecipato fornendo la propria prestazione sportiva. Si dovrà, tuttavia, attendere il modello di domanda per fugare ogni dubbio.
 
5. Le risorse a sostegno della Una Tantum sono limitate e si parla già di criterio cronologico (click day) per l'assegnazione delle stesse. E' fondata questa notizia? Come organizzarsi al meglio?
 
La notizia del click day è stata smentita dal Presidente Inps, Pasquale Tridico. La domanda sarà aperta a tutti. Ad ogni modo è bene sfruttare questi momenti di attesa per dotarsi di quelli che saranno, presumibilmente, gli strumenti di partecipazione alla domanda. A nostro avviso essa sarà resa in via telematica. Occorre attendere le istruzioni effettive, appena disponibili.
 
Suggerimento
Pur comprendendo le difficoltà del momento, confidando che le procedure siano le più semplici possibili, possiamo suggerire, a chi ne è in grado, di dotarsi di casella di posta elettronica certificata e, se possibile, anche di sistema SPID di accesso alle pubbliche amministrazioni. Entrambi gli strumenti si riveleranno di indiscutibile utilità a prescindere dall'utilizzo immediato. Consentono, infatti, il dialogo a distanza con la Pubblica Amministrazione, senza muoversi da casa. Al termine delle restrizioni, la relazione telematica diventerà la norma nei rapporti tra cittadino e burocrazia. Ad oggi, non è comunicato alcun obbligo in tal senso; potrebbe essere utile, nei limiti del contesto attuale, iniziare a dotarsi di tali opportunità.
 
6. La nostra SSD ha in forza una unità di lavoro dipendente addetta segreteria e amministrazione dell'impianto. Per effetto del blocco delle attività sportive vigente su tutto il territorio nazionale non abbiamo più entrate da parte dei nostri utenti. Come possiamo sostenere il costo del dipendente, tenuto conto delle altre spese fisse che gravano comunque sulla nostra società?
 
La vostra società, con riferimento al dipendente, può fare domanda di Cassa integrazione in deroga. Infatti, ai sensi del decreto Cura Italia di recente approvato dal Governo, il trattamento viene concesso anche alle aziende con un solo dipendente. Per semplificare il ricorso a questo strumento per le piccole aziende è previsto che esse possano attivare la CIG in deroga senza preventivo accordo con le organizzazioni sindacali. Tale beneficio è riservato alle aziende che occupano fino a 5 dipendenti. Al momento la cig in deroga è concessa per un periodo non superiore a 9 settimane e garantisce l'80% della retribuzione. Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori. Quindi i periodi di CIG divengono rilevanti ai fini della maturazione dei diritti pensionistici. L'INPS a strettissimo giro renderà note le modalità telematiche per la domanda di CIG in deroga. A tal fine la società potrà avvalersi del proprio consulente di fiducia o istruire direttamente la domanda, dopo aver aperto in via telematica i cassetti previdenziale e fiscale.
 
7. Abbiamo verificato che il nostro comitato, che ha più di 6 dipendenti assunti, ha diritto alla cassa integrazione ordinaria, poiché il medesimo aderisce al Fondo Integrazione Salariale (FIS). Nel concreto chi pagherà le retribuzioni dei dipendenti: noi, in qualità di datori di lavoro o direttamente l'INPS?
Certamente la prestazione di CIG è a carico dell'INPS; ma, nel caso prospettato, il datore di lavoro deve anticipare materialmente i pagamenti ai dipendenti per poi portarli a credito nell'Uniemens mensile. Tale credito potrà essere utilizzato a compensazione orizzontale in f24 per pagare imposte, ritenute, tasse di vario tipo oppure verticale per pagare gli stessi futuri contributi previdenziali, allorquando la CIG terminerà e sarà possibile, come tutti speriamo, riprendere l'ordinaria attività. E, comunque, previsto, laddove il datore di lavoro versi in condizioni finanziarie oggettivamente difficoltose, chiedere all'INPS di erogare direttamente la cassa integrazione ai dipendenti interessati
 
8. Il nostro sodalizio ha un unico dipendente che negli anni ha accumulato, non per sua colpa, molte ferie e permessi pregressi. Non abbiamo potuto pagarli in quanto tali istituti, ci dicono, non sono monetizzabili ed attengono alla sfera dei diritti biologici del lavoratore. Adesso come possiamo comportarci in relazione alla CIG in deroga?
 
I permessi, a differenza delle ferie, sono retribuibili e, quindi, se il lavoratore li ha progressivamente accumulati in quanto oggettivamente in difficoltà nel beneficiarne come tempo di riposo, pagarli è certamente lo strumento più idoneo. Per le ferie, invece, è bene che il lavoratore ne goda il più possibile prima di fare domanda di CIG in quanto quest'ultima si basa sul presupposto di una riduzione dell'orario di lavoro che non può intervenire, logicamente, laddove il subordinato abbia monti ferie pregressi di notevole consistenza.
 
9. La CIG prevede di norma l'anticipo delle somme da parte del datore di lavoro e il successivo utilizzo di tali crediti in compensazione. La nostra azienda, però, non ha mai effettuato compensazioni in quanto è sempre stata costantemente a debito con enti fiscali e previdenziali. Cosa ci consigliate?
Consigliamo di attivare lo SPID dell'azienda e quella del suo legale rappresentante se non già disponibili. Tramite questi dispositivi potrete gestire sia la posizione previdenziale INPS della società sia il cassetto fiscale della medesima in modalità Entratel/Fisconline a seconda dei casi. Nel sito dell'Agenzia delle Entrate, la vs società potrà poi redigere direttamente e inoltrare il modello f24 a compensazione, sfruttando in tal modo i crediti generati dalla cassa integrazione. Ovviamente le medesime operazioni sono effettuabili anche affidandosi ai servizi di commercialisti e consulenti abilitati. L'ufficio Giuridico e Fiscale del CSI è a disposizione per aiutare comitati e società sportive a svolgere questi adempimenti strumentali
 
10. Tra i nostri dipendenti ve ne sono due che beneficiano della c.d. Legge 104, in quanto assistono, previa autorizzazione dell'INPS, parenti gravati da disabilità di diverso tipo. Ci chiedono l'innalzamento a 15 giorni dei giorni di 104? Siamo obbligati a concederli e, se sì, chi paga per queste fruizioni che non sono ferie, né cassa integrazione?
 
Se autorizzati dall'INPS, i permessi da legge 104 vanno concessi al dipendente. Il datore di lavoro non è danneggiato in alcun modo da tale concessione, in quanto il 100% del costo di tale misura è interamente a carico dell'istituto. Inoltre, il comparto sportivo ad oggi è fermo, sia per quanto concerne l'attività motoria sia per quanto riguarda quella più prettamente amministrativa, stante le proroghe di versamenti ed adempimenti disposte dal recente decreto Cura Italia. Quindi non vi sono, almeno nella maggioranza dei casi, situazioni ostative a concedere al dipendente quello che è un diritto giuridico e morale di assistenza, previsto dall'ordinamento.
 
 
Contatti CSI Nazionale consulenza giuridico-fiscale
 
Per i comitati le Asd e le Ssd del CSI, la Presidenza Nazionale ha attivato una linea di servizio giuridico-fiscale dedicata alle norme Salva Sport per assistenza allo svolgimento degli adempimenti previsti. Servizi in modalità smart working, con possibilità di prenotare - via email - sessioni di videoconferenza.
 
Per usufruire dell’assistenza del Centro Sportivo Italiano è possibile rivolgersi ai seguenti contatti:
 
Dr. Francesco Tramaglino:
Tel. 06.68404574 (dalle 14.00 alle 19.00) per tutto ciò che riguarda:
- Cassa integrazione in deroga
- Indennità collaboratori
- Sospensione adempimenti fiscali
 
Avv. Paola Metalli
Tel. 06.68404573 (dalle 10.00 alle 14.00) per tutto ciò che riguarda:
- Misure di sicurezza
- Sanificazione
- gestione dei canoni di locazione e altri adempimenti COVID 19
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