Arbitri Volley: ecco la carta dei valori
Il documento firmato durante l'assemblea
Responsabilità, impegno, competenza, appartenenza, dialogo, educazione, passione, sorriso, divertimento, empatia.
Sono queste le parole attorno alle quali si sviluppa la Carta dei Valori redatta e sottoscritta da tutti gli arbitri di pallavolo del CSI Milano. Un progetto nato come idea nel periodo immediatamente successivo al Covid, quando la necessità era di ripartire, come suggerito dal presidente Achini, dando una marcia in più e un sapore diverso al percorso arbitrale. La riflessione sulla Carta è partita ufficialmente all’inizio di questa stagione sportiva, con un percorso in 4 tappe che ha interessato sia le riunioni tecniche sia quelle del direttivo, per concludersi con la recente assemblea di fine anno che ha visto la firma congiunta del documento.
Per arrivare alla versione finale, il gruppo ha utilizzato, come si legge nel documento di presentazione, «il metodo della collana di perle, elaborando un elenco di parole che potessero rappresentare il riferimento valoriale dell’essere Arbitro in CSI. Per la costruzione dell’elenco abbiamo pensato di coinvolgere il Presidente, il Direttore Tecnico, un gruppo di arbitri con anzianità maggiore di 25 anni e alcuni arbitri benemeriti. L’elenco è stato poi distribuito a tutti i Soci, chiedendo ad ognuno di scegliere le 6/10 parole che meglio rappresentavano il proprio riferimento valoriale dell’essere un arbitro CSI».
Ne è uscita così una Carta (in allegato a fondo pagina) che, per usare le parole degli arbitri stessi: «Si propone di aiutare il gruppo a trovare un'interpretazione della sfida educativa del CSI da tradurre sul campo e che sia visibile e il più possibile omogenea. Una sfida educativa che non sia solo raccontata, che vada oltre anche il documento scritto: una sfida che il Gruppo deve accogliere come pensiero, che deve trasformare in parole, che dovrà applicare nelle azioni perché diventino un comportamento e magari in futuro in criterio di valutazione».
È un passo virtuoso e perfettamente in linea con lo spirito del Comitato, che rende ancor più forte la convinzione che proprio dai direttori di gara possa venire l'esempio concreto dell' "educare attraverso lo sport".







