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Mons. Tremolada nuovo Vescovo di Brescia

Grande passione per la vita degli oratori e della pastorale giovanile

Mercoledì 12 luglio, nella Cappella arcivescovile, davanti alla Curia, il cardinale Angelo Scola, Amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Milano, ha annunciato che Sua Eccellenza monsignor Pierantonio Tremolada è stato nominato da papa Francesco nuovo Vescovo di Brescia. L’annuncio è stato sottolineato da un lungo e caloroso applauso. Monsignor Pierantonio Tremolada succede al vescovo Luciano Monari. Il suo motto episcopale è Haurietis de fontibus salutis.

«A pochi giorni dal gioioso annuncio del nuovo Arcivescovo di Milano, quest’altra decisione mostra la stima che il Santo Padre ha per la nostra Chiesa», ha sottolineato il cardinale Scola.

Come Mario Delpini, che succederà al cardinale Scola sulla cattedra di Sant’Ambrogio, anche Pierantonio Tremolada è stato vescovo ausiliare della Diocesi di Milano. Entrambi sono stati scelti dallo stesso Scola tra i collaboratori più stretti. In qualità di vicario episcopale per l’Evangelizzazione e i Sacramenti, monsignor Tremolada, in particolare, si è dedicato agli oratori, alla pastorale giovanile, all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.

Fine conoscitore delle Sacre scritture, come ha riconosciuto il cardinale Scola nel suo intervento, Tremolada si è dedicato sempre all’educazione anche prima dell’incarico in Curia, insegnando nel Seminario di Venegono e seguendo la formazione del clero e del diaconato permanente.

«Il tratto amabile del carattere del vescovo Pierantonio bene esprime la sua personalità umile e trasparente. La Chiesa di Brescia – a noi milanesi particolarmente cara per la figura del beato Paolo VI, già arcivescovo di Milano -, ricca di vita ecclesiale e feconda di istituzioni sociali e culturali, avrà sicuramente la possibilità di toccarne con mano le doti», ha sottolineato il cardinale Scola, che prima di concludere ha aggiunto: «Viviamo il distacco, richiesto da questa nomina, non come una perdita, ma come un guadagno di comunione per tutti i fedeli» nella consapevolezza che «il dono che la Chiesa milanese fa a quella bresciana contribuisce a rafforzare non solo la comunione tre le nostre diocesi, ma anche tra Chiese lombarde, e più in generale, tra tutte le Chiese».

«Non conosco molto della diocesi di Brescia. Da questo punto di vista mi sento un po’ come Abramo, al quale il Signore disse: “Parti dal tuo paese e va’ verso una terrà che io ti indicherò” – ha riconosciuto monsignor Tremolada -. Conosco invece bene il vescovo Luciano, di cui cercherò di essere degno successore. Mi legano a lui grande stima e affetto e anche l’amore per le Scritture, cui abbiamo entrambi dedicato anni di studio e di insegnamento».

Nel suo intervento monsignor Tremolada ha rivolto un pensiero al nuovo Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nominato da papa Francesco venerdì 7 luglio: «Mi fa piacere pensare che continueremo a vederci, insieme agli altri vescovi lombardi, negli incontri della Conferenza Episcopale Lombarda». Ai fedeli di Brescia ha detto: «In particolare ai sacerdoti e ai diaconi, vorrei inviare da qui un forte abbraccio e dire loro che confido molto nella loro bontà e nel loro aiuto. Cammineremo insieme nella luce del Vangelo».

Rispondendo alle domande dei giornalisti, monsignor Tremolada ha detto che «come Chiesa dobbiamo contribuire a dare serenità alla gente. Ma la serenità non la si conquista a facile prezzo, per ottenerla occorre tanta riflessione e pensiero perché la realtà è complessa. Però se si mettono insieme le energie e si valorizza la buona volontà di tanti, potremo fare bene. Credo molto nella Parola di Dio. In questo mi collego molto alla figura del cardinale Martini che mia ha ordinato e sotto il cui ministero sono cresciuto. La Parola di Dio permette di avere quella conoscenza della realtà che ci aiuta ad affrontare le sfide», ha aggiunto.

A proposito di Giovanni Maria Montini, figura ponte tra le diocesi di Milano e Brescia, Tremolada ha sottolineato: «Personalmente ho una grande venerazione per il beato Paolo VI, il mio desiderio è farmi aiutare dai bresciani a comprenderlo meglio».

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