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Il Papa è davvero "amico" dello sport

CSI
Centro Sportivo Italiano
Comitato di Milano
via S.Antonio, 5
20122 - Milano
Tel. 02 5839.1401
Fax 02 5839.1417
Orari Uffici CSI






SUMMER SPORT CAMP 2013











* FINALI PRIMAVERILE
PALLACANESTRO
Semifinali dal 24 Maggio

* FINALI PRIMAVERILE
PALLAVOLO
Quarti di Finali dal 25 maggio

* COPPA PLUS
DISPOSIZIONI COMUNI
Online le fasi finali

* GAZZETTA CUP
GAZZETTA CUP 2013
Finale Cittadina 26 Maggio ore 9.00

* BILIARDINO
Coppa Biliardino 2013
Domenica 2 Giugno - Passirana di Rho

* FINALI PRIMAVERILE
Zone
Calendario Finali (Aggiornato al 17/05)

* ORATORIO CUP
Oratorio Cup 2013
Semifinali e Finali a Giugno

* SPORT CAMP 2013
ESTATE 2013
Aperte le iscrizioni a Carnate, Cassina de' Pecchi e Limbiate

* STAMPA
Champions Live under 10 e 11 danno spettacolo
Under 10 e 11 danno spettacolo

* VERO VOLLEY CUP
Conclusa la 1° edizione
Vince l'Osber

* GIOCABIMBI
JUNIOR OLIMPIADI 2013
Un'invasione gioiosa al Vismara

* MASTER RESIDENZIALE
Allenatori Pallacanestro
Stefano Bizzozi del Cimberio Varese docente al Master 2013

* MASTER RESIDENZIALE
Master 2013
Iscrizioni aperte

* CHIESA E SPORT
Presentata la nota pastorale dei vescovi sull'oratorio

Editoriale
Chi pagherà i danni?
 
E' successo di nuovo. Ancora una volta abbiamo dovuto subire e ascoltare quei cori razzisti che trasformano il calcio da qualcosa di meraviglioso in uno spettacolo a dir poco detestabile. A peggiorare la situazione vi sono i fatti: questa volta si sono aggiunte la reazioni dei giocatori. Sto parlando, l'avrete intuito, della partita di domenica scorsa che ha visto in campo il Milan e la Fiorentina. Commentare l'accaduto ci pare inutile, penoso e la nostra condanna è totale. Il dispiacere oltrepassa il verdissimo campo di calcio di seria A e va oltre, fino ad arrivare ai campetti di periferia che probabilmente sono meno verdi, ma meritano rispetto. Ci spiace che i nostri giovani atleti abbiamo assistito all'ennesimo episodio negativo che rappresenta un esempio devastante soprattutto per coloro che non hanno ancora acquisito appieno gli strumenti necessari a difendersi e a prendere le distanze da questi brutti spettacoli. La domanda è semplice. Come vogliamo che si comporti un ragazzo delle nostre società che condivide lo spogliatoio con un compagno di colore o appartenente a un'etnia diversa, oppure non dotato di particolari capacità tecniche? Episodi come quelli di domenica favoriscono il ripetersi di atteggiamenti negativi anche sui nostri campi mandando all'aria il prezioso lavoro educativo che molti allenatori, con fatica e perseveranza, portano avanti nel quotidiano. Chi porrà rimedio a questi danni? Chi tra i tifosi fiorentini si prenderà la responsabilità del male commesso in termini educativi? Nessuno. A noi toccherà, ancora una volta, porre in campo tutti gli strumenti per dimostrare ai ragazzi che lo sport è rispetto, solidarietà e vicinanza, sia tra coloro che giocano sul campo, sia con chi siede sugli spalti: tutte sacrosante verità solo se ciascuno si comportasse da persona civile e non usasse lo sport per dare sfogo alla propria miseria. Esiste il rischio, quando accadono fatti che toccano temi caldi quali il razzismo, di fare un grande calderone fomentando una sorta di effetto amplificativo che, anzichè favorire una maggiore attenzione e consapevolezza, provoca fenomeni di emulazione. Siamo tutti responsabili e dobbiamo sentirci coinvolti nel trovare modalità e strumenti per trasferire alla società e soprattutto ai nostri ragazzi modelli educativi positivi e vincenti. Anche i mass media devono svolgere il proprio compito e cogliere le modalità adeguate per parlare anche di educazione civile. Il rischio è di rincorrere l'argomento del momento a tutti i costi, creando un possibile effetto boomerang che amplifica il problema dando il via a fenomeni di emulazione. L'educazione passa soprattutto attraverso l'esempio di comportamenti positivi. Molte società rappresentano, in questo senso, testimonianze viventi. Quante tra loro vivono in modo spontaneo il fenomeno dell'integrazione. Bambini di diverse etnie, di colore o religione diversa giocano insieme nei nostri campionati. Il rischio è che anche un singolo episodio creato da un solo genitore può rovinare il prezioso lavoro quotidiano. Mi piacerebbe se si raccontassero più spesso esempi positivi con grandi titoli sui giornali stigmatizzando, invece, ma in modo corretto, gli esempi negativi riportandoli alla loro giusta miseria. Facciamo squadra, facciamo rete e come dirigenti cerchiamo di essere noi i primi responsabili del comportamento dei genitori e dei nostri ragazzi. La squadra parte anche e soprattutto da loro.
 
Giuseppe Valori


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