CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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MILANO CAPITALE ITALIANA DI SPORTIVITÀ

28 luglio 2026

L'indagine sull'indice di sportività è stata realizzata da PTS Sport e pubblicata da Il Sole 24 Ore all'interno del progetto Qualità della Vita. Roba seria, con 32 indicatori riferiti al 2025. Milano si piazza sorprendentemente al primo posto in Italia: Trento (2), Bolzano (3), Bologna (4) e Firenze (5) la seguono. Chiudono la classifica Caltanissetta (104), Crotone (105) e Agrigento (106). Questa indagine è giunta alla 20ª edizione ed è per la prima volta che Milano conquista l'oro, raggiungendo risultati sorprendenti in diverse categorie e sottocategorie.

Le macro-categorie dei 32 indicatori sono quattro:

  1. Struttura e organizzazione del sistema sportivo (tesserati, enti di promozione, attrattività, eventi sportivi, praticabilità sportiva, investimenti nello sport, Olimpiadi Milano-Cortina).

  2. Sport di squadra.

  3. Sport individuali.

  4. Relazioni dello sport con l'economia (imprese, turismo sportivo) e relazioni con la realtà sociale (bambini, donne, amatori, attività educative...).

Milano come si è piazzata in queste quattro macro-categorie?
Prima negli sport di squadra, grazie soprattutto ai risultati dello sport di vertice, in particolare nel calcio e nel basket seguiti dalla pallavolo. I due scudetti di InterOlimpia Milano hanno pesato non poco; Milano si piazza poi al 3° posto nella classifica «Sport e società», grazie invece alla vitalità del tessuto dell'associazionismo sportivo e delle società sportive; infine, 5° posto per strutture sportive e 10° posto per sport individuali. Sarebbe interessante dare un'occhiata a tanti dei 32 indicatori, ma diventerebbe lunga.

Forse è meglio condividere qualche considerazione generale. La prima sensazione è un mix di sorpresa e di imbarazzo. Da un lato, vedere Milano come capitale italiana dello sport riempie di gioia e di orgoglio. Fa piacere un dato così e, su questo, non c'è alcun dubbio. L'imbarazzo nasce dalla consapevolezza che, «dietro» questo dato, tanti problemi e tante fatiche rimangono. Fare sport a Milano non è facile. Impianti e palestre scarseggiano e la vita quotidiana delle società sportive è comunque faticosa. Ecco, siamo molto contenti di vedere Milano sul gradino più alto d'Italia, ma non vorremmo che questo dato cancellasse fatiche e problemi (grandi) che ci sono e che si trascinano da tempo.

La seconda sensazione è che a portare Milano sulla vetta d'Italia siate stati anche voi. Questa città e questa regione sono e restano realtà con il più alto tasso di presenza di società sportive di base (agenzie educative) e di oratori di tutto il Paese. I dati pubblicati dalla Diocesi di Milano parlano di 1700 parrocchie nel 2026. In una recente intervista per il nostro Comitato, Don Stefano Guidi ci ha parlato di 900 oratori attivi nella diocesi di Milano, di cui 678 con una società sportiva. Quel terzo posto parziale nella classifica «Sport e società» è tanto, ma proprio tanto, vostro. La produzione di bene educativo non è calcolata scientificamente nel report, ma, indubbiamente, su questo aspetto la nostra città e i nostri territori avrebbero pochi rivali.

Sul tema impiantistico, vedere Milano al 5° posto (1 Bolzano, 2 Trento, 3 Belluno, 4 Sondrio) implica una lettura bifocale. Da un lato avranno inciso tantissimo investimenti come Santa Giulia o il nuovo polo sportivo della Fiera. Dall'altro lato, questo dato ribadisce l'immagine di un Paese che non è messo bene in fatto di impiantistica. Se si tolgono le isole felici del «Trentino e dintorni», il dato milanese richiama una realtà nazionale che fa davvero fatica sugli impianti.

Infine qualche curiosità. Come enti di promozione (CSI, Libertas, UISP, AICS, CSEN, ACSI: gli enti scelti dal Sole 24 Ore come riferimento), la città prima in Italia è Firenze, poi Bergamo, poi Reggio Emilia, Forlì-Cesena e Varese. Ovviamente si fa riferimento al rapporto tra il numero complessivo di tesserati e la popolazione residente.

Tutti quelli riportati dal Sole 24 Ore sono dati. Come tali vanno letti e interpretati. Resta il fatto che prendere sul serio il sistema «sport» è sempre una cosa positiva e indagini come queste portano valore aggiunto. Servirebbe un approccio così anche sul sistema sportivo di base, sulle società sportive che operano nei quartieri e nelle parrocchie, sul bene educativo generato, sull'impatto sociale prodotto. Insomma, lanciamo l'idea e la sfida al Sole 24 Ore per il prossimo report...

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