CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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RIAPRE LA PIÙ GRANDE FABBRICA DI BENE EDUCATIVO

24 agosto 2026

C’è una gran bella novità per il Paese. Riaprono le più grandi fabbriche di bene educativo. Sono tantissime. Sono presenti in ogni angolo del territorio e si chiamano società sportive. Dopo tre settimane di chiusura e di meritatissime vacanze, spogliatoi, campi, palestre e segreterie tornano ad animarsi.

Riparte un sistema che genera un bene educativo devastante. Se queste realtà si fermassero, tutto il Paese resterebbe azzoppato. Dentro il sistema delle società sportive gravitano centinaia di migliaia di ragazzi, di giovani e di famiglie. Ogni anno è una magia che si ripete.

Realtà come le società sportive, che si basano esclusivamente sul volontariato, riescono a produrre per 11 mesi all’anno bene educativo di qualità con passione, competenza e dedizione impressionanti. Non c’è nulla che possa fermare questo volto bello dello sport. Nemmeno la troppa burocrazia, le fatiche infinite, le incomprensioni con i genitori e via dicendo riescono a rallentare il sistema. Ogni anno è la stessa meravigliosa storia. Si arriva a luglio sfiniti e con la tentazione di mollare tutto. Poi, dopo due o tre settimane di stacco, si ricomincia più carichi e motivati che mai. Di fronte a tutto questo, proviamo a vedere insieme qualche sguardo che è bene tenere sempre presente.

Bisogna meravigliarsi. Come di fronte a un tramonto mozzafiato, non c’è modo di abituarsi. Uno può aver visto cento tramonti, ma quando è lì e vede quello che sta vedendo in quel momento resta incantato. Stessa cosa qui. È vero che ogni anno è la stessa storia. Ma ogni anno bisogna restare incantati nel vedere ripartire le società sportive.

Bisogna non accontentarsi. Le società sportive sono ambiziose per vocazione. Non si tratta semplicemente di rifare quello che è stato fatto lo scorso anno. C’è sempre una nuova sfida, nuovi obiettivi più ambiziosi, un passo avanti da fare…

Bisogna applaudire. Loro non lo chiedono e non ne hanno bisogno, ma di fronte al popolo di allenatori, dirigenti, presidenti, pulisci-spogliatoi e via dicendo bisogna battere le mani sino a spellarsele. Questo non è solo un volto bello dello sport. È un volto bello della società del nostro tempo.

Bisogna andare a cercare. Bisogna andare a cercare e stanare gli ultimi, i più fragili, quelli che non vuole nessuno, quelli che hanno bisogno di sentirsi amati, quelli che… Le nostre società sportive sono così. Non sono solo aperte a tutti. Sono molto di più. Sono vere cercatrici di tartufi di povertà esistenziali. Sanno andare a stanare e scovare chi ha bisogno. Sono realtà che sanno vincere cercando i perdenti. A loro vincere con i vincenti non interessa. Troppo facile.

Bisogna non sentirsi soli. Ogni società sportiva è parte della sua comunità ed è parte del popolo del CSI e delle società sportive. Nessuno è da solo. Certo, ci sono colori delle maglie diversi e un sano campanilismo sportivo. Ma siamo tutti parte di una grande esperienza educativa e di un popolo che, solo nel Comitato di Milano, raggruppa qualcosa come 640 società sportive.

Bisogna rallegrarsi. Sì, perché si rimette in moto un motore educativo pazzesco. Allenamenti, preparazioni atletiche, maglie sudate, amichevoli, attesa per i calendari, squadre da iscrivere hanno dentro, in profondità, il gusto della sfida educativa, del generare relazioni, del far vivere valori, del lasciare il segno nella vita delle persone.

È qualcosa di meraviglioso da vivere. Impossibile raccontare la vita di una società sportiva a chi non ne ha mai fatto parte. 
Buon inizio e buon cammino.

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