LA NOVITÀ DEL CONTRATTO EDUCATIVO
2 settembre 2026
Per le società sportive queste sono settimane impegnative. Le segreterie girano a mille tra iscrizioni, tesseramenti e visite mediche. Poi c’è chi è alle prese con la formalizzazione dell’utilizzo delle palestre comunali, chi si adopera per organizzare le prime amichevoli e chi rincorre gli altri aspetti della burocrazia quotidiana. Senza dimenticare il confronto con i genitori, vecchi e nuovi, che richiede sempre attenzione e tempo.
Queste, però, sono anche le settimane nelle quali si definiscono nei minimi dettagli gli organici delle varie squadre e si incontrano allenatori e dirigenti accompagnatori. Partire con il piede giusto è fondamentale: serve ragionare sul contratto educativo per allenatori e dirigenti accompagnatori. Di che cosa si tratta? Di qualcosa di semplice, ma capace di fare la differenza.
Il primo punto non è negoziabile, ma deve essere chiarito fin da subito: le società sportive hanno bisogno di allenatori competenti e preparati. Lo stesso vale per i dirigenti accompagnatori. È un aspetto da esplicitare immediatamente, non da tirare fuori durante l’anno.
Caro allenatore, caro dirigente accompagnatore: se hai già conseguito la qualifica CSI, bene. Se non lo hai ancora fatto, devi formarti, perché nella nostra società sportiva la buona volontà e l’improvvisazione non bastano. Trovate voi le parole giuste, ma il concetto è questo.
Per gli allenatori esiste un’ampia offerta di corsi e clinic durante tutto l’anno. Per i dirigenti accompagnatori è disponibile un corso online, fruibile quando si vuole, già seguito da più di 1.500 persone: uno strumento utile e comodo. Dunque, nessun tentennamento. Nessun «ne parliamo più avanti». La formazione è indispensabile e non negoziabile. Una società sportiva che vuole andare lontano deve ragionare così.
La firma formale di un contratto educativo, però, è necessaria. Ha la sua importanza e, durante l’anno, si rivelerà utile. Potete anche sottoscriverlo a ottobre, ma iniziate a pensarci fin da subito: allenatori e dirigenti accompagnatori devono firmarlo prima dell’inizio del campionato.
Capisco che qualcuno dirà: «Adesso abbiamo mille questioni operative da affrontare, figurati se trovo il tempo per pensare anche a questo». È comprensibile, ma si tratta di un atteggiamento perdente. Se le questioni educative più importanti vengono messe in coda a ogni esigenza organizzativa, la società sportiva continuerà ad arrancare e a rincorrere le urgenze.
Voi avete la capacità e la forza per farlo. Trovate il tempo per concentrarvi su questo aspetto. Basta un contratto semplice, composto anche da principi apparentemente banali, ma scritti nero su bianco e sottoscritti. Servirà nei momenti in cui sarà più difficile mantenere una piena coerenza educativa. Servirà anche a dare maggiore qualità alla vostra società sportiva.
Non siete persone che fanno soltanto chiacchiere. Siete persone con idee educative chiare e concrete, capaci di metterle nero su bianco.
Tornando alla formazione, ricordiamo che riguarda tutti. Un’attenzione particolare va riservata agli allenatori di calcio non ancora abilitati: per sedere in panchina come mister dovranno possedere questa qualifica, che diventerà obbligatoria. Un’altra attenzione va rivolta ai dirigenti accompagnatori, per i quali l’obbligo scatterà nel settembre 2027. Ma perché aspettare? Infine, ci sono i componenti dei consigli direttivi, per i quali sono previste numerose novità. Il nuovo percorso per dirigenti sarà presentato alla fine di ottobre. Senza dimenticare che è già partito il corso per operatori della comunicazione delle società sportive, realizzato dall’Università Cattolica, per il quale i posti disponibili sono esauriti.
Crescere è faticoso, ma regala grandi soddisfazioni. E si cresce anche passando attraverso snodi importanti come quello dei contratti educativi. Un passo alla volta. Senza fretta, ma con determinazione.







