TUTTI INSIEME CONTRO IL BULLISMO
19 ottobre 2026
Il CSI promuove quest’anno tre giornate a tema. Si tratta di tre weekend, durante il campionato, nei quali tutte le squadre sono chiamate a fare la stessa cosa. Si parte a novembre con un messaggio forte contro il bullismo. Poi, a febbraio, ci divertiremo con il primo contest dedicato a Sanremo e a maggio dedicheremo il weekend a ringraziare tutti i dirigenti accompagnatori.
Andiamo con ordine. Partiamo da novembre. La data è quella dal 16 al 22 novembre. Non dovrete fare nulla di impegnativo, ma qualcosa di fortemente significativo. Nell’articolo dedicato (QUI) trovate tutti i dettagli su come partecipare, ma si tratterà di fare un video e/o scattare foto. Poi viene il bello. Questo video deve essere postato sui social della società sportiva, e su quelli dei ragazzi e delle ragazze utilizzando un hashtag specifico e taggando il CSI Milano, che riposterà poi i contenuti. Se aderiamo tutti, si genera un effetto domino impressionante. Viene fuori un messaggio potente contro il bullismo.
Le giornate a tema dello scorso anno (dedicate alla pace e alla violenza di genere) sono andate bene. Abbiamo “ripostato”, per ciascuna, circa 2.000 post. Siccome però ogni weekend scendono in campo 2.500 squadre, vuol dire che, nonostante il grande volume di contenuti, solo una parte ha aderito. Ragioniamo insieme. Perché una squadra non dovrebbe aderire? Noi troviamo solo tre motivazioni. O per pigrizia, o per superficialità nel leggere le comunicazioni (non sa della giornata a tema) o per inversione delle priorità (l’unica cosa che conta e che merita attenzione è il risultato).
Ai ragazzi e alle ragazze fare video sui social piace, spetta ai presidenti, al dirigente accompagnatore o all’allenatore parlare loro della giornata a tema. Devono farlo con un po’ di convinzione e determinazione. Devono far capire a ragazzi e ragazze che è importante e ne vale la pena. Quando una squadra non aderisce, è perché a non crederci è stato il suo dirigente o il suo allenatore.
Di messaggi educativi importanti ne passano tanti durante la stagione sportiva. Prima di tutto passano quelli silenziosi del quotidiano. È lì che si gioca la partita educativa. Si gioca nel giorno dopo giorno, fatto di allenamenti, partite, dinamiche, dialoghi. Poi, spesso, le società sportive si inventano “cose loro” meravigliose, che danno forza a questo o a quel valore. Resta però il fatto che fare qualcosa tre volte all’anno, tutti insieme, ha il suo significato e la sua importanza. Significa dare forza a messaggi che contano.
Faremo precedere la giornata da una serie di materiale informativo per stimolare nei gruppi una vera riflessione, un dibattito e un approccio educativo. L’iniziativa fine a sé stessa perderebbe di valore senza un supporto educativo reale. Allo stesso modo abbiamo fatto con il tema della pace e con quello della violenza di genere.
Abbiamo lasciato per ultima la riflessione più importante. Perché abbiamo scelto il tema del bullismo? C’è stato qualche fatto di cronaca che ha acceso i riflettori su questa piaga? Non di recente, ma il bullismo resta. Vive nelle scuole, nelle compagnie, nelle società sportive, nel quotidiano di tanti giovani che vengono “segnati” profondamente da arroganza, prese in giro, violenza verbale (e a volte non solo). Ecco perché abbiamo scelto il bullismo. Perché i riflettori vogliamo accenderli noi. Perché vogliamo ricordarvi che il bullismo deve stare fuori da ogni spogliatoio e da ogni squadra. Perché vogliamo dire ai ragazzi e alle ragazze che “il bullo” è un debole e non certo un campione.
Dunque, chiediamo a tutti e a ciascuno massima attenzione e massima partecipazione. La settimana dal 16 al 22 novembre si giocherà una partita tutti insieme. Quindi andate scaricate il vademecum con le cose da fare (semplici e poco impegnative) e preparatevi alla grande.
“Fallo, fischialo: il bullismo è da espulsione” non è solo uno slogan. È una sfida che non possiamo perdere.







