Marotta formatore per CSI Milano
La serata con il presidente di Inter è già storia
«Essere qui mi riporta indietro nel tempo, anche io sono stato oratoriano e tesserato CSI. Il primo tesserino era del 1972 quando a 12 anni giocavo nella squadra di Avigno, vicino a Varese». Inizia così il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il suo intervento formativo ai 400 presidenti, dirigenti e allenatori presenti in via Sant’Antonio a Milano.
È stata una serata eccezionale nel senso etimologico del termine: un’eccezione alla normalità. Perché non è comune che il presidente di una delle società di calcio più prestigiose a livello internazionale trovi tempo da dedicare alle società sportive degli oratori. È ancora meno normale che per loro tenga una serata di formazione, un clinic di aggiornamento CSI, studiata nei minimi dettagli: dalle slide appositamente pensate per l’occasione, al discorso trasversale su diversi punti centrali del ruolo dirigenziale nello sport; sino a video e spezzoni di film in grado di catalizzare l’attenzione. Questo ha fatto il presidente Marotta per i tesserati di CSI Milano.
«Riconosciamo in lui un uomo di sport capace di restare vicino ai giovani e di mantenere un'attenzione costante verso la dimensione educativa – ha dichiarato il Presidente CSI Milano Massimo Achini – la piena disponibilità di Marotta verso i dirigenti e i tecnici delle società sportive nasce proprio da questa identità condivisa, che affonda le radici nella formazione oratoriana vissuta in prima persona».
Nel corso del suo intervento, Giuseppe Marotta si è soffermato sulla cultura della sconfitta, centrando un punto delicato dell’educare attraverso lo sport, un argomento che spesso torna sui campi anche delle nostre società. «La cultura della sconfitta non solo forma un atleta, ma è determinante e aiuta a debellare la violenza, che spesso nasce proprio dalla frustrazione del non saper accettare di perdere. Una cosa che va di pari passo con la ricerca dell’alibi, del dare sempre la colpa a fattori esterni quando non arriva la vittoria. La cultura della sconfitta supera anche questo atteggiamento».
Gli iscritti al corso sono usciti dalla serata entusiasti, sorpresi dalla generosità con cui il presidente ha tenuto il momento formativo e risposto con partecipazione ed entusiasmo alle domande arrivate dalla platea. È stato un momento importante che ha azzerato le distanze tra sport professionistico e sport di base, confermando come questa relazione possa essere virtuosa e fonte di ricchezza e crescita.








