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Nazionali: Milano grandissima nel calcio

Tornano a casa 3 campioni Nazionali

Milano saluta Cesenatico e le Finali Nazionali CSI di calcio 2026 nel migliore dei modi. Il bilancio della delegazione milanese è un ricco bottino pieno di soddisfazioni per il comitato: tre primi posti, tre terzi posti, tre quarti posti e un settimo posto. Una cinque giorni intensa (1-5 luglio) che ha visto protagoniste ben dieci squadre, suddivise tra calcio a 11 e calcio a 7: Fenice, Kolbe, GAN, Diavoli Rossi, Samz, K2, Orpas, Virtus Bovisio Masciago, Oscar e Volantes.

Sul podio più alto e con la massima soddisfazione si piazzano Gan, Diavoli Rossi e Samz, che sono riuscite a laurearsi Campioni Nazionali CSI rispettivamente nelle categorie Juniores (calcio a 7), Allievi (calcio a 7) e Juniores (calcio a 11).

Ottimi piazzamenti anche per il resto della delegazione: Fenice, K2 e Oscar hanno conquistato la medaglia di bronzo (3° posto), rispettivamente nelle categorie Ragazzi (calcio a 7), Juniores e Allievi (calcio a 11)4° posto a un passo dal podio per Kolbe (calcio a 7 Ragazzi), Orpas (calcio a 11 Ragazzi) e Volantes (calcio a 11 Allievi). Chiude la spedizione la Virtus Bovisio Masciago, con un onorevole 7° posto nel calcio a 11 Ragazzi.

Al di là delle medaglie, dei gol e dei verdetti del campo, ciò che conta realmente, è il bagaglio che questi ragazzi si portano a casa: esperienze uniche e irripetibili, confermate dalle parole colme di orgoglio dei mister e dei dirigenti che li hanno accompagnati in questo fantastico viaggio.

Stefano Vimercati (Dirigente GAN, Campioni Juniores - calcio a 7)
«Siamo Campioni d’Italia: un risultato importantissimo, ci mancherebbe, ma non è stato l'aspetto fondamentale rispetto all’esperienza vissuta. Prima di partire abbiamo detto ai ragazzi di vivere l'avventura con il sorriso e con la voglia di stare insieme, a prescindere dal campo, per poterla ricordare per sempre. In questi giorni abbiamo pianto, abbiamo riso tantissimo e penso che ognuno di noi si sia arricchito dentro. Dal punto di vista sportivo, dopo una prima partita storta per l'emozione e i campi in erba, il mister e i ragazzi si sono parlati e hanno inanellato tre vittorie decisive per il titolo. Grazie al CSI Milano, al CSI Lombardia e al CSI Nazionale, alla nostra parrocchia e alle nostre uniche tre tifose in trasferta: Sara, Sveva e Chiara». 

Franco Picca (Dirigente Diavoli Rossi, Campioni Allievi - calcio a 7)
«Esperienze come questa sono la risposta migliore ai tanti sacrifici, anche economici, e al tempo che investiamo nello sport: i sorrisi, l'euforia, gli abbracci e i pianti di gioia, seguiti da pacche sulle spalle, sono le immagini che ci portiamo dentro tornando alla quotidianità. Difficilmente le dimenticheremo, perché sono l'essenza della vita e dello sport. Vincendo il titolo nazionale abbiamo trasformato un sogno in realtà. Staff e ragazzi ora hanno la consapevolezza di aver costruito e cementato un gruppo permeato da un forte spirito di squadra e senso di appartenenza».

Franco Tuveri (Allenatore Samz, Campioni Juniores - calcio a 11)
«Per noi questa era la seconda partecipazione alle finali nazionali. La prima risale alla stagione 2023/2024, nella categoria Allievi a 7, ed è stata un’avventura fantastica. Sono partito con il dubbio che sarebbe stato difficile rivivere le stesse emozioni, ma devo dire che questo viaggio è stato ancora più bello. Siamo arrivati a Cesenatico con un gruppo composto da 20 ragazzi tra i 16 e i 18 anni, 4 dirigenti e tanti genitori al seguito. Eravamo già una squadra molto unita, ma siamo tornati a casa come una vera famiglia. Dal punto di vista sportivo, che dire… siamo diventati Campioni Nazionali di categoria! È stata una settimana intensa e impegnativa. Giocare con questo caldo, su campi in erba naturale, affrontando partite sia al mattino sia al pomeriggio, è stato davvero faticoso. Grazie all’esperienza maturata nella precedente partecipazione, abbiamo gestito al meglio le energie, effettuando numerosi cambi e dando spazio a tutti i ragazzi. Questo ci ha permesso di disputare ottime partite e arrivare fino in fondo. Il nostro percorso parte da lontano. Questo gruppo esiste da circa dieci anni: molti di questi ragazzi giocano insieme da quando frequentavano la prima elementare. Negli anni qualcuno ha cambiato strada, altri sono rimasti, ma negli ultimi due anni il collettivo si è ricompattato, con alcuni nuovi innesti, permettendo a tanti amici di tornare a giocare insieme. Ho sempre creduto nelle qualità di questi ragazzi, ma sono convinto che questa vittoria non sia arrivata solo grazie al valore tecnico. Abbiamo vinto perché siamo un gruppo di amici che si sostiene, si aiuta e lotta insieme dentro e fuori dal campo: questo è stato il nostro vero punto di forza. Vorrei infine rivolgere un sincero ringraziamento a tutto lo staff del CSI per l’organizzazione impeccabile di questa manifestazione e a tutti gli arbitri, che con professionalità e pazienza hanno contribuito alla buona riuscita del torneo. È stata un’esperienza che porteremo nel cuore per tutta la vita. Grazie, grazie, grazie!».

Gabriele Calabretti (Allenatore Fenice, 3° posto Ragazzi - calcio a 7)
«Le finali nazionali di Cesenatico, per noi della Fenice, sono state il giusto traguardo per il lavoro fatto durante l’annata calcistica. Mai a inizio anno pensavamo di arrivare a tanto, ma con la tenacia di tutti i nostri atleti siamo riusciti a partecipare a un evento che le piccole realtà sognano. Il CSI ha organizzato giornate indimenticabili: oltre alle gare, abbiamo visto i ragazzi fare amicizia e scambiarsi i contatti per rimanere in sintonia. Dopo la cerimonia d’apertura di mercoledì sera, le finali sono cominciate con tre vittorie nella fase a gironi, che ci hanno garantito l’accesso diretto alle semifinali. La sconfitta in semifinale è stata rapidamente lasciata alle spalle dai ragazzi, grazie alla vittoria nella finale 3°/4° posto contro gli amici del Kolbe. È vero, i risultati contano, e la Fenice con il terzo posto nella Categoria Ragazzi ha ottenuto probabilmente tutto quello che si poteva avere; i ragazzi erano al settimo cielo. Oltre alla coppa e alle medaglie, abbiamo conquistato anche il premio per il miglior portiere (assegnato a Pietro Alberti) e il Premio Fair Play (a Gabriele Calabretti). Tutto lo staff CSI è stato superlativo nell’organizzazione. È stata un’esperienza che rimarrà nella nostra mente per sempre, soprattutto in quella dei ragazzi, fieri di aver partecipato almeno una volta nella vita a un torneo nazionale. E come abbiamo detto loro: ”È lo stile con cui si fanno le cose che fa la differenza”. Grazie a tutti».

Ezio Delli Rocili (Allenatore K2, 3° posto Juniores - calcio a 11)
«È stata un'esperienza nuova ed emozionante per tutti i ragazzi, che hanno avuto modo di passare tanto tempo insieme cementando i rapporti all'interno del gruppo squadra. Dal punto di vista sportivo c'è parecchio rammarico per aver perso l'opportunità di giocare per il titolo a causa di una rosa troppo ridotta per un torneo che prevedeva ben tre partite da 35 minuti da disputare in sole 24 ore. I ragazzi ce l'hanno messa tutta e il risultato finale deriva da due gol gemelli subiti in due partite diverse nei minuti di recupero, quando le forze erano ampiamente finite. Alla parziale delusione si contrappone la consapevolezza che non c'è nulla da rimproverare alla squadra, che ha dato tutto quello che aveva. Peccato solo non aver avuto un gruppo più ampio. Qualche piccolo problema con le terne arbitrali (avvenuto comunque in partite vinte ampiamente, quindi senza alcuna recriminazione) potrebbe rappresentare uno spunto di miglioramento per un'organizzazione che, per il resto, si è dimostrata all'altezza. Rimane il dispiacere di non poter puntare a replicare l'avventura il prossimo anno con l'Under 20. In ogni caso, grazie a tutti per averci permesso di vivere questa esperienza fantastica di sport e comunione».

Fabrizio Borelli (Vicepresidente e allenatore Asd Oscar, 3° posto Allievi - calcio a 11)
«Iniziare una stagione ai primi di settembre per finire con i campionati Nazionali ai primi di luglio è stancante, bellissimo, faticoso e appassionante. Promettere ai tuoi ragazzi a ottobre che si sarebbe andati ai Nazionali può essere sembrato un azzardo, ma con i miei è stato un rischio calcolato: campioni provinciali in carica, ragazzi dal cuore forte e dalla voglia di stupire soprattutto loro stessi. Trovarsi a Cesenatico con praticamente tutta la squadra, i cinque genitori-dirigenti e altri genitori al seguito è stata un’esperienza unica. Avere con noi anche atleti infortunati, che non avrebbero potuto giocare, è stato un orgoglio, perché è passato l’unico messaggio che conta: la squadra prima dei singoli. Portare a casa un terzo posto tricolore nel regno delle squadre CSI affiliate anche alla FIGC è un orgoglio infinito, anche se trovo che questa doppia affiliazione non sia né leale né giusta, e prima o poi si dovrà intervenire. Detto questo, amavo i miei ragazzi, adesso di più. Ne ho quattro con me dal 2016 e aver visto il loro passaggio da bimbi a uomini è un’esperienza che non ha prezzo. Ringrazio tutti quelli che si sono impegnati in questa manifestazione: gli arbitri, i dirigenti CSI e soprattutto gli avversari o i “colleghi” che stavano al campo con noi. Ognuno ci ha arricchito un po’ di più con la propria storia, con un sorriso, con un complimento. Un abbraccio a tutti e, spero, ai prossimi Nazionali».

Lorenzo Iafolla (Allenatore Kolbe, 4° posto Ragazzi - calcio a 7)
«L'esperienza Nazionale CSI è sicuramente qualcosa di bellissimo da vivere con i ragazzi e per i ragazzi. Quest'anno è mancata la vittoria, ma l'obiettivo è dichiarato. Ci rivedremo presto».

Maurizio Taverni (Allenatore Orpas, 4° posto Ragazzi - calcio a 11), Davide Dacrema e Tommy Zingarello (Vice Allenatori)
«È stata un’esperienza bellissima e davvero coinvolgente sotto tutti i punti di vista. Per i ragazzi è stata un’occasione di crescita, sia sportiva sia personale, mentre allenatori e genitori hanno condiviso insieme momenti di grande entusiasmo, rendendo questi giorni ancora più speciali. Dal punto di vista sportivo siamo molto soddisfatti. I nostri 2012 hanno conquistato un meritato quarto posto su otto rappresentative regionali, al termine di un torneo nazionale intenso ed emozionante. Affrontare sei partite in tre giorni, con temperature che hanno sfiorato i 36 gradi, è stata una sfida impegnativa, ma i ragazzi hanno dimostrato carattere, spirito di squadra e non hanno mai smesso di lottare fino all’ultimo. Torniamo a casa orgogliosi del percorso fatto e dell’impegno che tutti hanno messo in campo».

David Llivisupa (Allenatore Volantes Osa, 4° posto Allievi - calcio a 11)
«Questa esperienza per noi è stata unica, nonostante avessimo già vissuto qualcosa di simile con i residenziali. Ecco, potrei dire che il torneo Nazionale sia un residenziale elevato all'ennesima potenza. Il fatto di poter conoscere squadre e realtà di gran parte d'Italia è qualcosa di indescrivibile. Tutti i ragazzi sono stati davvero eccezionali. Poi, per quanto riguarda la mia squadra, nonostante il nostro sia un gruppo che viaggia insieme ormai da parecchi anni, questa avventura mi ha permesso di scoprire quegli aspetti e quelle sfumature della personalità che molto spesso i ragazzi di 15, 16 o 17 anni fanno fatica a tirare fuori, o lo fanno nel modo sbagliato. Nel nostro caso siamo molto delusi per i risultati ottenuti, consapevoli che potevamo fare molto meglio. Purtroppo abbiamo preso un po' sotto gamba le prime partite. Ma, come ho detto ai miei ragazzi, io sono ottimista e vedo il lato positivo di tutte le cose. Su IG ho sentito questa frase: “Per essere il migliore devi imparare da quelli più bravi”. Ecco, diciamo che io ho preso appunti. Qualche anno fa non avremmo nemmeno immaginato di arrivare dove siamo arrivati quest’anno. Ora questo sarà il nostro punto di partenza per la prossima stagione, con la consapevolezza di quello che siamo in grado di fare. Continueremo a puntare sempre più in alto». 

Julio Anibal Duarte (Allenatore Virtus Bovisio Masciago, 7° posto Ragazzi - calcio a 11)
«Le Finali Nazionali CSI 2026 sono state un'esperienza bellissima per i nostri ragazzi della Virtus Bovisio Masciago. In questi giorni hanno dimostrato di essere un vero gruppo e una vera squadra in ogni senso: ormai siamo diventati una grande famiglia. In questa avventura hanno dimostrato carattere, coraggio e, soprattutto, la capacità di credere in sé stessi, affrontando e superando situazioni ed episodi difficili. È proprio nei momenti più complicati che emerge la vera forza di un collettivo. Vedere i loro sorrisi, percepire la serenità di chi sa di aver dato tutto fino all'ultimo e ritrovarli tutti insieme pieni di gioia, per noi vale molto più dell'alzare una coppa. Siamo orgogliosi di ognuno di loro, perché il risultato più importante non è solo quello del campo, ma il percorso di crescita, i valori condivisi e il legame che siamo riusciti a costruire insieme. Grazie ragazzi, continuate a essere così. Forza Virtus!».

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