Lezioni e sorrisi: ecco il camp allenatori
Alta formazione e tanta aggregazione a Casargo
I tre giorni di camp allenatori a Casargo si sono chiusi, ancora una volta, con un bilancio più che positivo che sta tutto in queste parole di Alessia Sirica, corsista di pallavolo: «Ho adorato questi giorni!».
Vedere arrivare gli iscritti il venerdì sera è stato un po’ come rivedere vecchi amici con i quali si ha il piacere di condividere lezioni e fatiche, ma anche leggerezza e divertimento. L’inizio del camp è stato subito all’insegna dell’adrenalina: registrazione e via con le sfide di tennistavolo e biliardino. Serata tranquilla prima del corso? Nemmeno per idea. I tornei del venerdì sera a partecipazione libera hanno in realtà visto un’altissima adesione tra i presenti, sia per le partite di calcio a 5 che per quelle di pallavolo (con qualcuno che ha giocato in entrambe!).
La giornata di sabato è stata la più intensa, con lezioni serrate di mattina e di pomeriggio, pratiche e teoriche, in aula (per la pallavolo) e sul campo. Anche quest’anno si è cercato di alzare il livello della proposta, inserendo uno sguardo più ampio sulle discipline, uno spunto su modelli internazionali di pratica della pallavolo e del calcio.
Anche per questo, accanto alla squadra rodata e di primissimo livello dei formatori ormai storici -Luca Baiardo, Massimo Morabito e Paolo Pichi per il calcio; Davide Barbieri e Alberto Maria Nicoli per la pallavolo- si sono aggiunte due ciliegine sulla torta: Luciano Pedullà, ex coach di volley nella massima serie, Commissario Tecnico delle nazionali italiane Under 19 e Under 20 dal 2004 al 2006 ed ex allenatore della nazionale tedesca prima e di quella rumena poi. Accanto a lui, nel calcio, Sergio Soldano, mister argentino, ex compagno di squadra di Maradona, allenatore della nazionale giovanile di Malta e formatore degli allenatori di calcio in tutti e quattro i continenti. Un mix di grandi competenze, empatia ed ironia, che ha fatto da collante tra i quasi 100 partecipanti.
«È stato davvero molto utile e interessante, mi ha fatto aprire orizzonti nuovi sul mio modo di allenare -ha spiegato Massimiliano Esposito, mister di calcio —. Mi sono confrontato con persone che avevo solo incrociato sui campi o che non conoscevo proprio, ed è stato importante. Inoltre, è stato davvero bello avere a che fare con formatori di questo livello, sempre disponibili per qualsiasi precisazione, spiegazione e domanda. Sono state emozioni molto forti e in campo sembrava di essere una grande famiglia. Mi porto a casa questa cosa che spero di trasmettere anche ai ragazzi. Era il mio primo camp, e devo dire che è stato organizzato davvero, davvero bene».
Un clima che Massimiliano spiega bene e che è stato percepito anche dal team della Formazione CSI, presente con Elena Vanzati e Daniela Roverselli: «L’immagine che più rimane negli occhi e nel cuore è quella dei visi sorridenti nonostante il caldo e la fatica; di amicizie consolidate e nuove create naturalmente grazie al clima leggero e vivace. Il viso di persone che volevano esserci e che la domenica dopo pranzo, erano dispiaciute che tutto fosse già finito. - Ha raccontato Roverselli, responsabile della Formazione – Le emozioni vissute sono così tante che andrebbero fatte decantare per un altro giorno almeno».
Durante le lezioni pratiche, i formatori di volley si sono focalizzati sulle categorie più giovani, una scelta che sembra aver pagato nella sua concretezza: «Mi è piaciuta questa scelta perché penso che siano le categorie dove è ancora più importante impegnarsi per creare delle basi tecniche e tattiche solide — ha proseguito Alessia Sirica- I formatori hanno una preparazione pazzesca e il loro modo di trasmetterci tutte le loro conoscenze è stupendo. Sono veramente contenta di tutta l’esperienza e di tutte le cose che ho imparato e che metterò in pratica senza alcun dubbio a settembre! Non vedo l’ora di ricominciare proprio perché è la nostra passione e quindi investire tempo per rendere migliore l’esperienza dei nostri bambini e ragazzi mi rende e ci rende tanto orgogliosi». Portarsi a casa nuove idee, nuovi esercizi, nuove proposte per atlete e atleti... Ecco il senso concreto del Camp: «Credo che il valore di questo Camp stia proprio nella sua ricaduta pratica — ha aggiunto Alberto Nicoli, formatore di pallavolo — ogni anno gli allenatori tornano a casa con idee, esercitazioni, criteri di lavoro e strumenti immediatamente applicabili con le proprie squadre. È questo il vero successo di un momento di formazione: trasformare i contenuti in competenze da portare quotidianamente in palestra».
Anche Alessia tiene molto a sottolineare quell’aspetto aggregativo che sembra fare davvero la differenza: «Trovare persone che condividono una passione con te è una cosa bella sempre, ti fa sentire al sicuro e libero di essere te stesso senza timore. Quest’anno abbiamo conosciuto meglio e legato molto anche con gli allenatori di calcio, grazie ai tornei serali, e questa cosa a me è piaciuta tantissimo. Questa esperienza è stata un’ennesima conferma di come lo sport unisca persone di età, paesi e realtà differenti. Non ho alcun dubbio di partecipare anche l’anno prossimo perché non ci sono aspetti negativi riguardo a quest’esperienza».
E se l’entusiasmo ha travolto i corsisti, la soddisfazione si legge bene anche tra i formatori. «È stata un’esperienza estremamente positiva, i corsisti erano tutti molto attenti, curiosi e coinvolti durante le lezioni. Questo rende il confronto stimolante anche per noi docenti, perché si crea un dialogo continuo fatto di domande, riflessioni e condivisione di esperienze -ha proseguito Nicoli- L’obiettivo è sempre quello di fornire strumenti concreti che ogni allenatore possa riportare in palestra e adattare al proprio contesto, valorizzando le peculiarità della propria squadra anziché ricercare modelli standard. La collaborazione con gli altri docenti, Davide Barbieri e Luciano Pedullà, è stata eccellente. Confrontarsi con professionisti di grande esperienza arricchisce il percorso formativo e permette ai corsisti di osservare punti di vista differenti ma complementari, oltre a essere un’importante occasione di crescita professionale e personale».
Anche dal mondo del calcio arriva pieno consenso da Paolo Pichi, ormai volto storico della formazione CSI: «Anche Casargo si conferma un'ottima esperienza di crescita formativa e di costruttiva condivisione - ha detto- Credo che gli iscritti siano tornati a casa con qualcosa in più vista la loro disponibilità a mettersi in gioco nel provare e sperimentare cose nuove. Sono contento e decisamente soddisfatto perché, come ho detto agli allenatori, dal confronto con loro torno sempre a casa anche io con un pezzettino in più rispetto a prima. È stato come sempre bello condividere questo momento insieme, buttandosi nel calcio a 360 gradi».
Il CFPA di Casargo, che ha ospitato il Camp, è stato un luogo perfetto per favorire i momenti di aggregazione e relax conviviale. Stare all’aperto in mezzo alla natura è stato un buon modo di condividere i commenti post-allenamento, quattro chiacchiere con i formatori, bere una birretta con gli amici, giocare a carte, conoscere nuovi compagni di viaggio per poi sfidarli a ping-pong o a biliardino. Un clima da gita scolastica quasi, di vacanza formativa. «Il camp allenatori rimane un appuntamento che unisce formazione e condivisione -ha concluso Roverselli- ed è evidente che entrambe le componenti sono essenziali per il raggiungimento dell’obiettivo principale che è quello di crescere insieme».
La domenica ha salutato i corsisti con un’ultima lezione sui campi e la Santa Messa celebrata da Don Bruno Maggioni. Il parroco era molto atteso; molti lo conoscevano di fama per quella sua passione musicale spesso immortalata su qualche profilo social dei suoi fedeli; una passione che rende le messe un vero momento di gioia. E così è stato: una celebrazione gioiosa e sorridente, con una predica piena di sorrisi e inviti alla bellezza e all’essere attenti all’altro nel proprio ruolo, senza voltarsi indietro perdendo lo sguardo. Il modo perfetto per archiviare l’esperienza 2026 del camp allenatori.








