TORNIAMO A PARLARE DI POLITICA SPORTIVA
25 giugno
Ci sono tre domande che ci stanno a cuore.
La prima: qual è il ruolo delle società sportive nel contesto del nostro tempo?
La seconda: che posto occupano le società sportive nell’agenda delle priorità della politica?
La terza: quali azioni concrete si mettono in campo per sostenere la vita delle società sportive?
Proviamo ad andare con ordine.
La prima domanda ha una risposta certa.
Il ruolo delle società sportive nella società del nostro tempo è sempre più chiaro ed evidente: sono il presidio educativo più diffuso sul territorio e il più significativo in termini di coinvolgimento di ragazzi e giovani. In altre parole, un salto culturale è stato fatto. Parlare di società sportive significa parlare di vere agenzie educative. Oggi non c’è più nessuno (o quasi) che metta in discussione questa realtà.
La seconda domanda è molto più spinosa:
che posto occupano le società sportive nell’agenda delle priorità della politica?
Qui i passi avanti sono molto più piccoli, e spesso sembrano quelli di un gambero (uno avanti e due indietro).
La sensazione complessiva è che la vita delle società sportive resti “indietro” nell’agenda politica. Siamo ancora, troppo spesso, alla dimensione delle pacche sulle spalle, del “siete importanti, meno male che ci siete voi”… ma poi ci si ferma lì. Serve, con fermezza e determinazione, mettere la vita delle società sportive “davanti”, cioè tra le priorità della politica. Questo vale per le istituzioni del Paese, ma anche per quelle sportive. Le prime devono comprendere che lo sport non può sempre accontentarsi delle briciole. Le seconde devono capire che serve mutualità tra una parte del sistema (quella di vertice), che muove tonnellate di soldi, e una parte del sistema (quella di base), che diventa matta per trovare due soldini per far giocare ragazzi e ragazze.
La terza domanda sembra scomparsa dalla faccia della terra.
Proviamo a spiegarci meglio: di azioni a favore delle società sportive ce ne sono. Non è vero che non si faccia nulla. Ma sono azioni sporadiche, occasionali, spesso legate alla logica dei bandi. È una logica “delicata”: da un lato garantisce trasparenza e una “correttezza verso tutti” encomiabile, ma dall’altro finisce spesso per destinare fondi ad “azioni” che non corrispondono alle vere priorità della vita quotidiana delle società sportive.
Quello che è scomparso è una visione di politica sportiva.
Come sostenere la promozione sportiva? Come aiutare le società sportive a crescere? Come affrontare questioni complesse come la mancanza di palestre, i costi delle visite mediche, la formazione dei volontari, la semplificazione della burocrazia, e così via? Siamo passati attraverso due “rivoluzioni” che avrebbero dovuto portare aria nuova e grandi novità positive. Mi riferisco alla nascita di Sport e Salute (una novità epocale nel sistema sportivo) e all’introduzione della riforma dello sport. A conti fatti, la nascita di Sport e Salute ha avuto un impatto quasi nullo sulla vita delle società sportive, e la riforma ha portato solo problemi e fatiche. Anni fa si discuteva all’infinito di politica sportiva. C’erano tonnellate di convegni (forse troppi). Oggi non se ne parla più. Ci sono azioni isolate di aiuto e sostegno alle società sportive. Ci sono istituzioni che mettono in campo iniziative belle e importanti. Ma è un fai da te, frutto dell’intuizione e della sensibilità personale di qualche assessore o sindaco illuminato. Manca un quadro d’insieme.
C’è bisogno di tornare a parlare di politica sportiva e di sostegno vero e concreto per la vita delle società sportive.
Facciamo un esempio concreto: fra qualche giorno si vota per l’elezione del presidente nazionale del CONI. Ci sono otto candidati.
Ci piacerebbe sentire, da uno di loro, una dichiarazione forte e chiara: che la “svolta” per il sistema sportivo italiano sarà quella di considerare come priorità assoluta l’aiuto e il sostegno alle oltre 100.000 ASD del Paese.
Nei prossimi mesi cercheremo di fare da attivatori di occasioni per ragionare concretamente di politica sportiva a favore delle società sportive.
Ne sentiamo forte il bisogno.







