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BUON 2026: SCRIVIAMO INSIEME LA STORIA

31 dicembre 2025

In questi giorni penso a voi presidenti, allenatori, dirigenti, magazzinieri, educatori delle società sportive. Finalmente state vivendo qualche settimana di stacco dalla routine di allenamenti e partite. Ancora pochi giorni, poi si ricomincia. A dire la verità, la musica è sempre la stessa: si arriva a dicembre con il fiato corto e non si vede l’ora di staccare dalla squadra e dalla società sportiva. Poi, dopo pochi giorni, inizia a farsi sentire la nostalgia: mancano i ragazzi e le ragazze, manca lo spogliatoio, manca l’adrenalina della partita e non si vede l’ora di ricominciare.

Per prima cosa, buon 2026 a ciascuno di voi. Come persone vi auguriamo di realizzare i vostri sogni e di vivere serenità e tranquillità. Come dirigenti sportivi e come società sportive, proviamo insieme a dare uno sguardo all’anno che ci aspetta.

Viviamo un mondo e un tempo complicato. Dimentichiamo tutto troppo in fretta. La grande sberla del Covid poteva servire per dare una svolta all’umanità del nostro tempo. Non è accaduto. Ci siamo rialzati, ma ci siamo rimessi a inseguire le stesse cose di prima: successo, immagine, prestazioni, vite frenetiche. Dei buoni propositi di cambiare e umanizzare la società del nostro tempo è rimasto poco o nulla.

Viviamo un tempo in cui le guerre dominano la scena mondiale. Proprio così: dopo che il Covid ha decimato l’umanità, continuiamo ad ammazzarci tra di noi. Viviamo un tempo di solitudine esistenziale dilagante. Durante la pandemia volevamo tutti abbracciarci, ora siamo tornati a deserti di solitudine esistenziale. Viviamo un tempo nel quale i ragazzi e i giovani si perdono facilmente e fenomeni come quello delle gang e delle violenze si fanno avanti con insistenza. Viviamo un tempo nel quale la politica sembra sempre più lontana dai bisogni veri della gente. Viviamo un tempo in cui anche lo sport fa fatica a mostrare il suo volto migliore.

Tutto continua come prima, con lo sport di vertice che fattura miliardi e genera business e lo sport di base, fatto di migliaia di piccole società sportive, che arranca tra fatiche chiamate burocrazia, palestre che non ci sono, sostegni che non arrivano e via dicendo. Viviamo un tempo nel quale un appuntamento come le Olimpiadi Milano-Cortina ha perso la sua sfida prima ancora di iniziare. Sarà un’astronave che atterra, produce evento, spettacolo ed emozione, poi riparte e se ne va, senza lasciare nulla al territorio. Durante le settimane delle Olimpiadi tutti vivremo emozioni belle e forti. Ci diranno che è andato tutto bene e magari vinceremo, speriamo, tante medaglie. Ma la sfida di fare delle Olimpiadi un’occasione per coinvolgere lo sport di base, le società sportive e l’indice di sportività della città è una sfida persa.

Tutto questo per dire che ci sono tante cose che non vanno ed essere pessimisti? Esattamente il contrario. Tutto questo per dire che oggi c’è un bisogno enorme di ogni nostra società sportiva. C’è un vuoto enorme da colmare. Tutto questo per dire che il 2026 non sarà l’anno nel quale provare a vincere il campionato. Sia chiaro: qualcuno lo vincerà e buon per lui, ma per tutti il 2026 sarà l’anno nel quale dare il meglio del meglio di sé, come società sportiva, per incidere sulla propria comunità, sul proprio territorio, nella vita della gente.

Le società sportive sono luoghi di speranza e di bellezza; sono realtà che rappresentano qualcosa di enorme; presìdi e baluardi di valori e di vita vera in un mondo che tende ad andare dall’altra parte. Questo è un tempo nel quale vivere la società sportiva con orgoglio, appartenenza, coraggio e determinazione.

Dobbiamo tutti essere orgogliosi di far parte di società sportive d’oratorio e di quartiere. Altro che realtà di serie B. Qui si tratta di far parte di comunità sportive che sono speranza viva per il mondo di oggi. Viviamo la società sportiva con l’appartenenza che sappiamo mettere in campo. Viviamola anche con creatività e coraggio. Questo non è un tempo per la mediocrità e l’ordinario, è un tempo per scelte forti, per obiettivi ambiziosi, per seminare valori, per andare a cercare chi è più fragile, per dare grandi testimonianze, per cambiare in meglio territori, comunità e la società del nostro tempo.

Il CSI è nato nel 1944 per questo. Ogni vostra società sportiva è nata per questo. Questo è un tempo nel quale scrivere la storia.

Questo è un tempo nel quale non isolarsi dentro la propria società sportiva. Se facciamo così, aumenta il peso della fatica e lo sguardo diventa corto. È un tempo nel quale prenderci tutti per mano, sostenerci, sentirci legati alla propria realtà sentendo però anche di appartenere a un popolo immenso di educatori sportivi. È un tempo nel quale osare, rischiare, mettere in campo idee e proposte nuove. Diciamolo con chiarezza: ogni società sportiva rappresenta qualcosa di grande per la comunità cristiana, per la comunità civile, per il territorio, per la gente.

Siamo gente di cuore. Gente semplice, ma abituata a dare tutto. C’è da scrivere la storia del nostro tempo. Eccoci. Noi ci siamo. La vera sfida del 2026 è questa: una sfida da vivere tutti insieme.

Tanto per segnare in agenda qualcosa, ricordatevi del Big Bang del 21 marzo. Le iscrizioni sono aperte. Non si tratta solo di scegliere il tavolo che vi piace di più. Si tratta di essere a un appuntamento del popolo di quelli che vogliono scrivere la storia del nostro tempo attraverso lo sport.

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