CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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FACCIAMOCI AVANTI PER RIPARARE LA CASA COMUNE

9 dicembre

L’appuntamento era di quelli attesi. Da sempre l’Arcivescovo di Milano, in occasione della festività di Sant’Ambrogio, rivolge il suo tradizionale discorso alla città. Che cosa ha detto Sua Eccellenza Mons. Delpini venerdì scorso, parlando a tutti i milanesi (e non solo)?

Il discorso integrale è disponibile a questo link. Trovate qualche minuto per leggerlo: ogni buon dirigente del CSI dovrebbe farlo. L’Arcivescovo ha parlato con grande chiarezza della società del nostro tempo: «Il rischio non è che ne venga un qualche danno che poi si possa riparare, ma di essere tutti travolti da un crollo rovinoso che lascia solo macerie. Il sistema nel suo complesso sembra minacciato di crollo».

Ha poi indicato alcuni segnali che lo impressionano e lo preoccupano: giovani che non vogliono diventare adulti; una città che non vuole cittadini; la paura di ammalarsi; l’insostenibile situazione del carcere; l’indifferenza verso l’altro dettata dall’idolatria del denaro.

«Di fronte alle crepe che minacciano la stabilità della casa comune, si fanno avanti quelli che dichiarano di voler mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo», ha affermato ancora l’Arcivescovo. E noi, popolo delle società sportive, che cosa rispondiamo a questo invito? Qualcuno, per miopia o convenienza, ci scambia ancora per quelli che “sono lì per far giocare i ragazzi e le ragazze”. Quelli non siamo noi. Noi siamo ben altro: siamo un popolo di educatori che vuole accompagnare la vita di ogni ragazzo e ragazza, ma che è anche pronto a servire per riparare la casa comune.

Generare comunità è la vocazione delle nostre società sportive. Una comunità semplice, vera, sana, fondata sui valori della vita e del Vangelo. Una comunità al servizio della comunità parrocchiale. È questo che vogliamo costruire attraverso lo sport.

Ecco allora, Reverendissima Eccellenza, che di fronte al suo appello alla città il popolo delle società sportive del CSI risponde: «Presenti! Ci siamo per fare la nostra parte e riparare la casa comune».

Tra parentesi (e non troppo), c’è anche un mondo dello sport che va salvato e riparato. E anche qui abbiamo idee e responsabilità chiare. Non ci stiamo a fare quelli che “fanno sport in oratorio tirando su muri e chiudendo gli occhi” rispetto a ciò che accade nello sport di vertice. Noi vogliamo convertire lo sport. Vogliamo convertirlo a se stesso. In altre parole, vogliamo dare forza al volto bello dello sport, come elemento essenziale nella costruzione della casa comune del nostro tempo.

Siamo gente semplice, Eccellenza Reverendissima: gente abituata a vivere tra spogliatoi, campi, palloni. Ma siamo anche gente tosta e autentica. Soprattutto, siamo cittadini che desiderano vivere la storia del proprio tempo in modo attivo e responsabile.

Il discorso alla città di Sua Eccellenza Mons. Delpini è stato chiaro e coraggioso: pochi giri di parole, concetti netti e incisivi rivolti ai “potenti” del nostro tempo. Noi sogniamo di avere lo stesso coraggio e la stessa determinazione. Qualche volta, dobbiamo riconoscerlo, ci perdiamo per strada. Capita raramente, ma capita: qualche volta finiamo per credere che il risultato di una partita – o qualcosa di simile – sia l’unità di misura dei nostri sforzi e dei nostri sacrifici. Quando accade, smarriamo la rotta. Noi siamo gente che ha un obiettivo molto più grande: farci avanti per riparare la casa comune. Con i nostri limiti, con i nostri difetti, con le nostre paure… ma anche con tutta la nostra determinazione e il nostro entusiasmo. Soprattutto con quella vocazione forte a stare dalla parte dei deboli, degli oppressi, dei poveri, dei fragili, degli “scartati”, dei senza futuro.

Fate girare il discorso dell’Arcivescovo nelle società sportive e cercate insieme risposte concrete – anche semplici, molto semplici – alla domanda: «Noi, come società sportiva, sul nostro territorio che cosa possiamo fare per fare la nostra parte?»

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