NASCONO LE RAPPRESENTATIVE CSI: UNA SFIDA EDUCATIVA CORAGGIOSA
11 novembre 2025
A dicembre nascerà la prima rappresentativa CSI. Si tratta di una sperimentazione grande e coraggiosa: in concreto prenderanno forma delle vere e proprie “Nazionali CSI”, ma molto particolari. Si parte con la categoria Under 13 di calcio a 7 e calcio a 11. Per quest’anno ci fermiamo qui, poi valuteremo per il futuro. Se la sperimentazione funzionerà, potremo allargare l’esperienza ad altre categorie e sport; se non dovesse andare come sperato, resterà il gusto di averci provato.
Perché le rappresentative?
Una prima obiezione verrebbe spontanea: “Ma come? Proprio il CSI, che non fa selezione e accoglie tutti, ora crea delle rappresentative?” Proviamo a smontare insieme questo dubbio. Le rappresentative, per noi, non sono una questione tecnica, ma educativa. Il CSI è attento a tutti: bravi e meno bravi, nessuno escluso. Nella realtà, però, succede spesso questo: noi invece per i meno bravi, per gli ultimi, abbiamo grandi attenzioni e progetti. Di questo siamo orgogliosissimi.
Ma nelle nostre squadre ci sono anche ragazzi sportivamente bravi, dotati di talento. Per loro qual è la proposta educativa? Facciamo un esempio concreto. Se in squadra c’è un giocatore molto talentuoso, perché per dono di natura è nato così, possiamo lasciarlo in panchina qualche volta, ma il gusto di “conquistarsi il posto” non lo proverà mai. E quando i più bravi desiderano provare esperienze in più, oggi non abbiamo una proposta: siamo quasi costretti ad orientarli verso un percorso in federazione.
Lo sport in oratorio ha dignità, ha regalato allo sport italiano centinaia di campioni veri. Il fenomeno si è rallentato, ma non si è esaurito. Nello sport in oratorio la prestazione non è la priorità: vincere conta il giusto, ma la qualità e la dignità educativa e sportiva restano altissime, un po’ come un marchio di fabbrica. Ecco perché abbiamo deciso di spingerci oltre, aprendo una strada nuova e impossibile: quella delle rappresentative.
Come funzioneranno
Il primo passo è rivoluzionario: nessuno selezionerà nessuno. Ma come è possibile? Tutte le rappresentative del mondo nascono con osservatori che vanno a vedere le partite e decidono chi scegliere e convocare. In questa occasione, invece, a scegliere sarà l’allenatore della squadra, che potrà segnalare un ragazzo o una ragazza solo se ci sono due condizioni:
- livello tecnico più che buono
- comportamento educativo esemplare.
Solo con entrambi questi ingredienti si potrà staccare il pass per la rappresentativa.
In assenza anche solo di uno dei due, non se ne parla. È un concetto che stravolge la logica sportiva tradizionale: si può fare qualità rinunciando alla selezione e conservando l’anima educativa.
Le modalità
Abbiamo quasi 100 squadre iscritte al campionato Under 13 e prenderemo 38 ragazzi/e (due squadre). Come sceglierli? In ordine cronologico: le prime 38 candidature che arriveranno. E per i ruoli? Altra provocazione: per noi contano più i ragazzi dei ruoli. Ognuno potrà segnalare un proprio atleta a prescindere dal ruolo, poi verranno disposti in campo dove serve. A 13 anni avere un ruolo in campo è più una fissa degli adulti, che una vera necessità dei ragazzi.
Le rappresentative si alleneranno 3-4 volte all’anno, da gennaio a maggio, senza portare via troppo tempo a studio e amicizie. Ad accompagnarli agli allenamenti sarà, se possibile, il loro mister, che potrà partecipare a un clinic formativo con un allenatore del settore giovanile dell’Inter.
Già, perché l’Inter sarà partner ufficiale di questa avventura educativa. Anche qui togliamo dal tavolo possibili equivoci: non si tratta di una scelta fatta per mettere i ragazzi “in vetrina”, ma per tutelarli da chi, nel mondo dello sport, promette illusioni.
Un progetto educativo unico in Italia
L’esperienza non sarà solo campo e allenamento: ci saranno quattro esperienze educative di qualità che arricchiranno il percorso. Un modello di rappresentativa nuovo in Italia, fondato sulla corresponsabilità tra mister, presidenti e struttura CSI. I rischi di derive agonistiche esistono, ma anche la possibilità di offrire ai ragazzi talentuosi un’esperienza educativa profonda e bella. Tutto dipenderà da come la vivremo.
Noi, senza paura, ci avventuriamo su questa strada: le zone di comfort non sono il nostro habitat.
Si comincerà con una call via Zoom in data 24 novembre alle 20:30 (iscrizioni alla call QUI) con allenatori, dirigenti e presidenti delle squadre Under 13 di calcio a 7 e 11. A loro l’onore e l’onere di sperimentare questa nuova strada.







