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LE EXPERIENCE CSI

19 gennaio 2026

Questa settimana quasi 100 ragazzi e ragazze della categoria Under 12 calcio andranno a visitare il Museo della Shoah.
Come mai? Perché portarli lì? Qual è il ragionamento che c’è dietro? Proviamo a capirci qualcosa.

Alla categoria Under 12 calcio abbiamo abbinato un’experience che abbiamo chiamato “Respect League”. In pratica, nel corso dell’anno, i ragazzi vivranno 4/5 esperienze molto significative. I capitani di queste squadre hanno già incontrato Zanetti e tutte le squadre avranno la possibilità di visitare il Museo della Shoah. A queste si aggiungeranno altre attività formative da qui a maggio. Parliamo complessivamente di 119 squadre.

Alla categoria Under 13 calcio abbiamo abbinato il progetto Rappresentative, che partirà a febbraio e coinvolgerà circa 35 squadre.

Alla categoria Under 16 di pallavolo abbiamo invece abbinato l’experience “Powervolley Cup”, con la possibilità di giocare una gara all’Allianz Cloud. In questo caso le squadre coinvolte sono 16.

Se fate due conti, sono quasi 180 le squadre che vivranno esperienze molto significative, oltre al campionato. A queste dobbiamo aggiungere circa 20 squadre che, nel corso dell’anno, vivono la bellezza di andare a giocare in carcere (a Monza e a San Vittore). Sommiamo anche quelle (circa 10) che disputano un’amichevole con una squadra di giocatori ipovedenti, all’interno di un progetto realizzato in collaborazione con Daniele Cassioli. Non dimentichiamo poi le numerose squadre del campionato di calcio integrato, che prosegue e cresce meravigliosamente ogni anno.

Ci sono infine i residenziali, che regalano a circa 260 squadre un’esperienza di vita comunitaria, che difficilmente capita di poter vivere (fanno eccezione solo le squadre che partecipano alle fasi nazionali).

Dunque, centinaia di squadre disputano regolarmente il loro campionato ma, accanto a questo, hanno anche la fortuna di poter affiancare attività educative molto significative.

Organizzare tutto questo è estremamente impegnativo: richiede idee, strategie, alleanze, collaborazioni e importanti risorse umane.
Questa, però, è la strada. Il sogno, forse un po’ folle, è che ogni categoria possa avere la propria experience educativa affiancata al campionato. Ci siamo dati dieci anni di tempo per arrivare a questo traguardo. Vorrebbe dire coinvolgere circa 2.500 squadre. Sarà molto impegnativo, ma la direzione è tracciata. A dire il vero, abbiamo già fatto passi da gigante: si tratta solo di proseguire e continuare con convinzione in questa direzione.

Queste esperienze educative possono davvero fare la differenza. Significa aumentare il potenziale educativo messo a disposizione della società sportiva e di ogni singola squadra. Significa far vivere a ragazzi e ragazze esperienze che lasciano positivamente un segno e che vanno ben oltre allenamenti, partite e classifiche.

Ci sembrava importante condividere questo ragionamento. Non si tratta di iniziative episodiche che “nascono e muoiono” per caso: dietro c’è un pensiero strutturato, c’è una visione forte, c’è tanto lavoro e anche tanta sana e bella follia.

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