CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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STORIE DA RACCONTARE

9 marzo 2025

L’altra sera sono andato a Seregno per incontrare i dirigenti della Polis, che mi avevano chiesto un confronto. Sono una bella realtà, proprio come tante, tantissime di voi. Hanno la bellezza di 27 squadre: nove sono finite in Coppa Plus, ma soprattutto mi hanno parlato della fatica di portare avanti una società sportiva così grande giorno dopo giorno.

Ci siamo trovati in pizzeria. Hanno raccontato le tante fatiche, ma l'hanno fatto con il sorriso. Ridendo, scherzando e prendendosi in giro tra di loro. Intorno a quella tavola c’era una bellezza che chi non ha mai vissuto una società sportiva difficilmente può comprendere.

Arriviamo al punto: a giugno ospiteranno 15 bambini provenienti dalla Palestina. Tutto è nato quasi per caso, dall’incontro con un’associazione radicata nei territori più difficili. A tavola ci sono anche il don e il sindaco di Seregno. La Polis ha già preparato una bozza di programma che anche un’agenzia di eventi sportivi farebbe fatica a realizzare. Minuto per minuto stanno programmando il soggiorno di questi bambini, cercando di regalare loro quanta più bellezza e umanità possibile.

Mentre ascolto, la mente è corsa altrove: ma dove trovano l’entusiasmo? Dove trovano la forza? Dove trovano la follia per mettere in piedi cose come questa?

È incredibile. Gestire e tenere in piedi, da volontari puri, società sportive come le vostre significa compiere un atto di coraggio e di servizio immenso. Eppure non vi basta. Continuate a organizzare iniziative, una più complessa e bella dell’altra.

Mentre sono a cena a Seregno ripenso ai tanti incontri fatti in questi mesi nelle sedi delle società sportive. Andrebbero raccontati uno per uno. Non c’è una volta in cui ci si fermi all’ordinario.

Mi viene in mente, per esempio, il Vittoria Junior, che si è messo in testa di far arbitrare una partita a un ragazzo con disabilità e ha lavorato mesi e mesi per rendere possibile questa cosa. Oppure l’Ascot, che domenica ha ospitato una gara di tiro con l’arco con centinaia di persone.

Sono solo esempi. Piccoli esempi.

Non voglio parlare della Polis, del Vittoria Junior o dell’Ascot. Voglio parlare delle vostre società sportive. Mi piacerebbe raccontarle una per una, anche se sono realtà diverse, c’è un filo rosso che vi unisce: una passione educativa inesauribile, inspiegabile e incredibile. Una predisposizione a non fermarsi all’ordinario, ma ad osare, ad andare oltre, a sperimentare, a buttarsi, ad aprire strade nuove, ad essere comunità.

In un tempo in cui le agenzie educative fanno fatica e vivono una stagione di “bassa marea”, voi, cari amici delle società sportive, prendete ogni settimana il largo, verso il mare aperto.

Ci sono migliaia di storie di vita quotidiana che andrebbero raccontate. Ci sono tantissimi premi che non vi daremo mai, ma che meritereste di ricevere. C’è la consapevolezza che siete il volto bello dello sport di oggi e che rappresentate una speranza per l’umanità del nostro tempo.

La fatica esiste e si sente. C’è anche chi va in riserva. Chi fa fatica. Chi, leggendo queste righe, dirà:
«Massimo, da me non è così… facciamo molta fatica, anche solo ad arrivare a fare l’indispensabile».

A chi vive questa situazione dico: non mollate. Ricaricate le batterie. Se volete, organizziamo una serata per incontrare allenatori e dirigenti. Capita a tutti di vivere momenti di fatica e difficoltà.

Ma la tendenza che vediamo è quella di un popolo delle società sportive che cresce e sorprende. Un popolo che non è più soltanto un “gioca campionati”, ma è diventato con forza una presenza decisiva per la comunità e per il territorio.

Quanta bellezza vediamo in giro e tocchiamo con mano ogni settimana. È tutta bellezza prodotta da voi. È bellezza che semina e genera. È bellezza che attira e cambia la vita e il cuore delle persone che indossano la vostra maglia.

Non sono eventi isolati. Sono storie di vita quotidiana di chi lo sport lo vive così, giorno dopo giorno. Nessuna società sportiva è da sola. Nessuno si deve sentire solo. Facciamo tutti parte di un grande popolo di educatori attraverso lo sport, che segna la storia del nostro tempo.

Un popolo che non si accontenta di classifiche o risultati — che pure hanno la loro importanza — ma che va oltre, che vuole costruire una società migliore. A partire da un pallone che rotola.

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