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Parte il primaverile

Fate di ogni partita del primaverile un laboratorio di accoglienza e di umanità

Signori ci siamo. Nello scorso weekend abbiamo spedito i calendari a più di 2000 squadre. Dal prossimo, “tutti in campo”.

In settimana le prime partite (soprattutto pallavolo e basket) e tra sabato e domenica il “piatto forte” con più di 1000 partite in programma.

Qualche ringraziamento è doveroso. Non si tratta di retorica o di cortesia istituzionale. Si tratta di dire grazie davvero.

Grazie alla segreteria che ha portato a casa l’operazione di elaborare i calendari (credete non è semplice) in pochi giorni e contemporaneamente allo svolgimento di varie finali e di altra attività.

Grazie perché la segreteria ha cercato di prendersi cura di tutti e di ciascuno. Non abbiamo accontentato tutti lo sappiamo. Era oggettivamente impossibile. Ma abbiamo preso sul serio ogni esigenza, ogni richiesta, ogni problema cercando di fare salti mortali per risolverlo.

Grazie agli arbitri che hanno portato a pieno regime la macchina infernale delle designazioni. Qui vorrei spiegarvi bene. Gli arbitri sono volontari nel Csi. Ricevono una piccola diaria quando arbitrano punto e basta. Ma per gestire designazioni di più di mille partite (pensate quando un arbitro ha la febbre e il problema il doverlo subito sostituire) servono persone che fanno notte in settimana, che tengono sempre acceso il telefono durante il weekend, che rinunciano alla pausa pranzo del loro lavoro e via dicendo.

Sia chiaro, esattamente quello che fa ogni dirigente o allenatore delle società sportive. Niente di più niente di meno. Solo che spesso non si pensa agli arbitri quando si pensa ad un servizio davvero “tosto” per gli altri. Copriremo più del 90 per cento delle gare che abbiamo promesso di coprire e questo é davvero un grande risultato.

Grazie agli “uffici”. Dalla direzione tecnica al tesseramento. Dalla formazione all’amministrazione. Dalla comunicazione agli eventi. Dalla logistica ai progetti. Per gestire al meglio questi mesi (primaverile, finali, eventi e manifestazioni) c’è un lavoro immenso da sbrigare ogni giorno.

Credetemi, non siamo perfetti e tante cose si possono migliorare. Ma l’impegno, la passione ed il sudore per servire al meglio le società sportive sono davvero esemplari.

Adesso tocca a voi. Scendere in campo deve essere una festa. Ogni partita deve essere trasformata in un incontro tra persone. Ogni partita un’occasione per giocare “con” e non “contro” qualcuno. Ogni settimana un cammino per educare i vostri ragazzi, allenamento dopo allenamento, come sapete fare voi.

Vi chiedo di dedicare grande attenzione all’accoglienza. Mi piace immaginare che quello di quest’anno sia caratterizzato dal tema dell’accoglienza.

Accogliete La squadra avversaria con uno stile tutto vostro. Sorprendetela. Al posto di quel freddo “piacere, quello è il vostro spogliatoio” costruite ponti di relazioni a partire dalla partita. Una telefonata in settimana per conoscersi. Una torta preparata per gli avversari (soprattutto nelle categorie giovanili). Attenderli sulla porta dell’oratorio o del campo con un sorriso e con un “benvenuti a casa nostra”.

Stessa cosa per gli arbitri e per i genitori delle squadre avversarie.

Qualcuno dirà di sicuro: “ma cosa sta dicendo? È una partita di campionato. Non si usa fare così. Siamo avversari e basta fargli trovare lo spogliatoio pulito. Nello sport si fa così”. Ecco, appunto, se nello sport si fa così, si tratta di abitudini che vanno cambiate.

Fate di ogni partita del primaverile un laboratorio di accoglienza e di umanità.

Alla fine vi accorgerete che “avrete vinto anche senza arrivare primi”.

 

Massimo Achini

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