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Le società sportive riaprono. Ora tocca allo sport di base riunire e far sognare l'Italia

27 agosto 2021

Le 40 medaglie di Tokyo hanno fatto sognare l’Italia.
Lo abbiamo detto e scritto mille volte. Come già avvenuto, lo sport ha aiutato il Paese a rialzarsi e a riprendere fiducia.
É stato bellissimo. Ma il “bello quello vero“ viene adesso. Mentre a Tokyo sono impegnati gli azzurri delle Paralimpiadi, a “riaprire“ sono le piccole società sportive di tutta Italia.
Ed é qui che il Paese si colora di socialità, di entusiasmo, di vita vera, di abbracci e sorrisi (a distanza ma profondi), di umanità.
A partire dalla settimana entrante le società sportive riaprono. Per la stragrande maggioranza l'appuntamento é per la prossima per il primo allenamento, ma già in questi giorni ha iniziato la “preparazione“ e ha ripreso a sudare.
Sarà ancora una “stagione complicata“. Tutti i dirigenti sono alle prese con la questione “green pass“ e con gli adeguamenti dei protocolli in merito ad allenamenti e partite. Ma la cosa certa (almeno per il momento) é che si riparte!
Una sensazione meravigliosa. Un popolo (quello dello sport di base) che si rimette in campo per tornare a far sorridere i ragazzi, per tornare a farli incontrare e giocare, per tornare a far vivere loro qualcosa di cui oggi hanno un bisogno tremendo. É un'Italia che riparte e che fa sognare. É l'Italia dei campetti d'Oratorio, delle palestre scalcinate delle scuole, dei volontari che più volontari di così si muore… di società sportive che sono luoghi dove si “gestisce lo sport per generare valori della vita“.
Si ricomincia con tre attenzioni su tutte. Non lasciare indietro nessuno, soprattutto tra gli adolescenti. Se qualcuno non si riscrivere, se é sparito, se non risponde ai messaggi e non dà segni di vita (sportiva) andatelo a cercare. Andatelo a prendere a casa. Fategli sentire che ci siete, che lui o lei per voi é importante. Non lasciare indietro nessuno non è uno slogan. É una necessità che ciascuno deve fare sua per evitare che l'emergenza educativa dovuta alla pandemia lasci segni indelebili nella vita dei ragazzi.
La seconda attenzione é quella di formare i dirigenti e, ovviamente, anche gli allenatori. Avremo a che fare con ragazzi e ragazze che non saranno più esattamente quelli di ieri. Abbiamo bisogno tutti di formarci per farci trovare pronti nell'essergli accanto e nel saperli accompagnare in questo tempo così delicato e complesso. La buona volontà da sola non bastava nemmeno prima, figuriamoci adesso. 
Il terzo e ultimo sguardo riguarda la vostra società sportiva. Non accontentatevi semplicemente di ripartire cercando di far tornare tutto come prima. Tirate fuori dai cassetti e dal cuore tutti i sogni della vostra società sportiva. Questo é un tempo buono per inseguirli e mettervi in testa di realizzarli. Qualcuno dirà: "Ma come? Sembra già un miracolo riuscire a ripartire. Tra allenamenti da programmare, palestra da trovare, green pass da capirci qualcosa... figurati se mi metto a pensare ai sogni". Vero, le fatiche organizzative ci sono e sono tante. Ma fidatevi. Date gambe ai vostri sogni. Questo é un tempo buono per fare in modo che ogni società sportiva vinca la sua medaglia d'oro in chiave educativa.
E poi resta una grande curiosità. Dopo le 40 medaglie a Tokyo, probabilmente lo sport conterà un pochino di più nelle dinamiche del Paese. Ma chi si spenderà sino in fondo perché a contare di più siano le centinaia di migliaia di piccole società sportive che in queste settimane faranno ripartire l'umanità e la socialità di quartieri, comuni, paesi, intere comunità?
Riuscirà questa volta la classe politica del Paese a capire che non sostenere davvero lo sport di base é qualcosa di innaturale, illogico, miope e perdente? Riuscirà il sistema sportivo italiano a ricordarsi che quelle 40 medaglie non sono cresciute sugli alberi, ma arrivano dalla vitalità di un sistema sportivo di base senza il quale anche lo sport di vertice é perduto? Si riuscirà a invertire la rotta e a dire alle piccole società sportive: "Voi siete importanti. Siete generatori e acceleratori di umanità e di relazioni educative tra la popolazione. Per questo c’è bisogno di sostenervi in ogni modo possibile".
Una cosa é sicura. Dalla prossima settimana ogni società sportiva si farà trovare lì, pronta al suo posto, in prima fila in trincea per generare vitalità ed umanità nella propria comunità e territorio. Messe insieme sono un popolo che solo nella città metropolitana e dintorni accende più di 550 società sportive così. Meraviglia della meraviglia. Un pezzo d'Italia che si rimette in moto.
Una cosa invece é insicura. Sarà la volta buona che lo sport di base e le piccole società sportive verranno prese sul serio e tirate fuori dal limbo di un anonimato imbarazzante? Noi siamo inguaribili ottimisti. Ma non staremo a guardare.
Intanto buona “ripresa“ a ciascuno di voi.

Massimo Achini

 

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