CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Lettera aperta alle società e associazioni sportive

Carissimo Presidente,
 
Ti scrivo perché ho bisogno di condividere alcuni ragionamenti relativi alle scelte del Csi dopo l’entrata in zona arancione.
Si tratta di prendere decisioni “difficili e complesse”. La mia pretesa ovviamente non è quella di convincere nessuno della validità delle scelte del Csi. Mi è chiarissimo che, qualsiasi decisione si prenda, molti sono favorevoli, molti perplessi e altrettanti contrari. 
Il mio obiettivo è condividere con te e con ogni Presidente di società sportiva la “ratio”, i ragionamenti e le motivazioni che stanno dietro la nostra scelta.
 
Non vogliamo essere una realtà che dice: “Il Csi ha deciso così”. Vogliamo condividere con tutti ragionamenti e riflessioni che ci hanno portato e ci portano a prendere decisioni complesse in questo tempo di pandemia.
 
 
LA DECISIONE 
Abbiamo scelto di andare avanti con la ripartenza dei campionati tenendo costantemente monitorata la situazione e riservandoci di inviare, se sarà necessario, altre comunicazioni lunedì della prossima settimana.
 
LE MOTIVAZIONI 
 
Una decisione presa con grande discernimento 
Prima di prendere questa decisione abbiamo pensato e ripensato. Abbiamo condiviso idee e pensieri con tutto il Consiglio Provinciale, con la Diocesi, con la Presidenza regionale e con altre figure dell’associazione. Una decisione sofferta (qualsiasi scelta lo è) presa non certo di corsa o di pancia ma dopo attento discernimento.
 
Una decisione che ha le sue radici in una scelta educativa 
La scelta di far ripartire i campionati, giusta o sbagliata che sia, si basava e si basa su riflessioni educative. Questo è il cuore del ragionamento, non altro. A noi preoccupa tantissimo il vuoto educativo nel quale sono stati lasciati i ragazzi da un anno e ci sembra “delicato ma ragionevole” utilizzare le opportunità consentite dai DPCM e dalle normative in vigore per stargli vicino. Ovviamente sono opportunità che rispondono a rigorose attenzioni di prevenzione sanitaria e certificate dagli organismi nazionali deputati a questo. I protocolli sportivi fanno riferimento a queste indicazioni.
 
Il caso della zona arancione lo avevamo già previsto all’inizio 
Quando abbiamo deciso di provare a ripartire abbiamo analizzato attentamente la situazione in zona gialla e in zona arancione ed abbiamo verificato che non esisteva alcuna differenza in termini di protocolli e prescrizioni. Per questo riteniamo che sia ragionevole, al momento attuale, proseguire l’attività.
Resta inteso sin da ora che se andremo in zona arancione rafforzata o in zona rossa i campionati saranno sospesi o annullati. Terremo monitorato il numero dei contagi nella popolazione giovanile come indicatore importante per le nostre scelte al di là del colore della zona. 
 
La libertà di scelta per ogni società sportiva 
Altro criterio educativo per noi fondamentale è stato quello di non forzare nessuno verso la ripartenza ma di lasciare a ciascuno la libertà di fare la scelta che ritenesse più idonea alla sua comunità ed ai suoi ragazzi. Tradotto in concreto ha significato che a chi si è ritirato abbiamo restituito sino all’ultimo centesimo dell’iscrizione al campionato. Ad oggi 896 squadre hanno confermato la loro partecipazione per la ripartenza e 497 hanno invece scelto di ritirarsi.
Non esistono posizioni giuste o sbagliate. Esiste la scelta educativa di lasciare a ciascuno la possibilità di scegliere ciò che ritiene più adeguato alla sua realtà.
 
Decisioni sempre condivise con la Diocesi 
Sabato ci siamo lungamente confrontati con l’Avvocatura della Diocesi e con la Fom.
Abbiamo condiviso la decisione presa rispetto all’entrata in zona arancione.
Ci sentiamo parte viva della Diocesi e ogni decisione che eventualmente prenderemo sarà sempre ragionata e condivisa con chi deve dare coordinare la vita degli Oratori. Vogliamo che l’associazione sportiva sia parte viva del progetto educativo dell’oratorio e sappiamo bene che sul territorio ci sono fatiche con alcuni Don che dicono: “Ma se in oratorio si può fare solo la catechesi (ed a volte persino questa sospesa) perché lo sport può giocare?”. La domanda è logica e ragionevole. Tuttavia possiamo garantirvi che non troverete mai “dualismi” o indicazioni diverse tra Csi e Diocesi. Ci adegueremo sempre alle indicazioni trasmesse dalla Diocesi agli Oratori. Ad oggi la conferma che le categorie di interesse nazionale possono giocare in Oratorio indicata nell’ultima nota dell’Avvocatura del 27 febbraio 2021.
 
Nessun legame con l’aspetto economico
A volte sento dire che la ripartenza é legata al fatto che il Csi deve salvare i campionati per esigenze economiche. Falso. Decisamente falso.
Tra sconti effettuati (il campionato costa il 60% di quanto previsto inizialmente), promozioni (squadra gratis per piccole società), rateizzazione delle iscrizioni, restituzione della quota di iscrizione a tutti quelli che hanno scelto ritirarsi e via dicendo…
La partenza del campionato non incide quasi per nulla su un bilancio, purtroppo gravemente compromesso da 12 mesi di lockdown sportivo e dal fatto che come Comitato abbiamo ricevuto “euro zero” di ristoro dalle Istituzioni.
Come sapete in questi mesi abbiamo tenuto accesi, e potenziato, servizi come la formazione, gli incontri a distanza, i format per gli allenamenti a casa e il progetto Challenge, il coordinamento tecnico (sempre pronto a dare ogni informazione sui protocolli e sulle normative), l’assistenza alle società sportive per i bandi e tanto altro ancora. 
Sono state scelte difficili ma le abbiamo fatte perché eravamo disposti ad ogni sacrificio pur di stare vicini alle società sportive.
 
Le indicazioni del CTS 
Torno in chiusura sulla natura educativa delle nostre decisioni.
Il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) in un suo documento presentato al Governo in tempo di piena pandemia scrive quanto sia “particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto nei soggetti in età evolutiva e negli individui con patologie croniche e negli anziani".
Questo sono parole, lo ripeto, del Comitato Tecnico Scientifico, non del CSI.
Chiaramente parole che vanno considerate secondarie rispetto ad ogni altra esigenza che riguarda la non diffusione dei contagi. Ricordiamo però che i Protocolli Csi sono stati validati dall’Università Cattolica, dal Coni Nazionale e recepiti dallo stesso CTS.
Non lo diciamo per entrare nel merito di questioni complicate, ma solo per dire che di fronte alle tante cose che si leggono sui giornali e al pressappochismo che dilaga nelle informazioni a noi sembra utile evidenziare l’appoggio scientifico dei protocolli che utilizziamo.
 
I campionati ripartiranno di sicuro? 
Al momento attuale la decisione è quella di proseguire regolarmente tenendo costantemente monitorata la situazione. Serve equilibrio nelle decisioni da prendere. Alla fine della settimana faremo il punto della situazione insieme alla Diocesi e se sarà necessario vi daremo ulteriori comunicazioni. 
 
Non volevo convincere nessuno ma solo ragionare insieme 
Molti ci hanno detto: “In questi casi meno cose si dicono meglio è”. 
Decidiamo e basta senza dare spiegazioni.
Probabilmente è vero. Ma a noi piace fare diversamente.
Il condividere con ciascuno di voi ragionamenti e dinamiche che stanno dietro le decisioni mi sembra utile, serio e una testimonianza vera di partecipazione attiva.
 
 
Con stima e amicizia
 
Massimo Achini
Eventi, Attività, News

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