CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

Apple Store Google Play Instagram YouTube Facebook
Chi siamo  /   Link utili  /   Fotogallery  /   Contatti e sede

Le idee di Tavecchio, Abodi, Tardelli, Brunelli. Le parole di Buonfiglio e Giomi

Le testimonianze dal mondo paralimpico

Nel tardo pomeriggio di sabato altri importanti momenti, idee e testimonianze di vita. C’è Cecilia Camellini, atleta paralimpica plurimedagliata a Londra 2012: “Per me lo sport rappresenta tutto. Ho cominciato quando avevo tre anni a nuotare ed è stato un grande divertimento. Poi è diventato un impegno e quando a 11 anni ho iniziato a fare agonismo è diventato un maestro di vita. Mi ha insegnato e mi insegna tantissimo. Ai ragazzi di oggi voglio dire che è normale avere momenti di scoraggiamento, ma è da questi momenti che capisci davvero se un sogno vale la pena di essere vissuto e, se ci credi davvero, ce la puoi fare. Non ho altro da dire”.
Il secondo  racconto arriva dalla Nazionale Calcio Amputati Csi nelle parole del ct Renzo Vergnani: “E’ stata un’esperienza fantastica, allenarli è un’emozione pura” e del capitano Francesco Messori che grazie al Csi è riuscito a realizzare il suo sogno: “Con la volontà e il coraggio sono riuscito ad abbattere le barriere e a raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefisso. Grazie al Csi, abbiamo partecipato a tanti eventi internazionali come i Mondiali in Messico, per noi è stata la prima volta e anche se abbiamo già fatto bene, crescendo possiamo fare ancora meglio. Il mio sogno? L’idea di sport che promuoviamo siamo noi stessi, vorremmo far conoscere quello che facciamo giocando partite dimostrative prima delle gare di serie A”.
L’esperienza successiva nella parentesi dedicata agli atleti disabili riguarda Alessandro Palazzotti che presenta due dei 101 atleti degli Special Olympics che andranno ai Giochi Mondiali di Los Angeles a luglio: Marta e Andrea. "Un’esperienza di sport unificato: atleti che giocano insieme ad atleti con disabilità. Se ogni società del Csi sviluppasse queste proposte aumenteremmo il numero di atleti paralimpici che sono in Italia. Si chiama baskin ed è una delle numerose esperienze di sport integrato, in questo caso nel basket: “Un’attività meravigliosa” commenta il presidente Massimo Achini introducendo il prossimo ospite, Massimo Serra, che spiega cos’è il basket integrato: “Un’idea semplice e parte dal principio che tutti possono fare sport e possono farlo insieme”.
Claudio Arrigoni, giornalista, porta la sua idea dello sport italiano: “Credo che lo sport debba essere sinonimo di inclusione. Chiedo alle società sportive e agli oratori, di includere per ogni squadra una persona con disabilità. Solo facendo questo, pensate quanto cambieremmo in Italia il modo di fare sport”.
Anche l’atleta paralimpico Luca Galimberti, capace di imprese straordinarie come la scalata del Monte Rosa spinto dalla forza delle sole braccia, ha portato la sua idea di sport: “La mia idea è molto profonda, credo che lo sport abbia grandi potenzialità formative e ci consenta di migliorare le capacità personali. Consiglio a tutti di non smettere mai di sognare”.
Sono le 18.30 quando i vertici del calcio italiano entrano nello “spogliatoio” d’oratorio.
Il primo è Marco Tardelli, un passato da ragazzo nel Csi di Pisa: “Se penso all’oratorio ricordo tante Messe servite per poter giocare a calcio... mi auguro che sia frequentato da molti giovani e contribuisca ad accrescere la passione verso lo sport e sperimentare la vita reale”. Tardelli risponde alle domande dei giovani sul palco “io credo che gli alleati, per continuare a praticare sport, siano la passione, la voglia di fare, di percorrere la strada giusta con onestà: questo è lo sport. Poi si può diventare giocatori di seria A o di serie B, ma credo che i genitori siano particolarmente importanti nella costruzione dello sportivo, sono loro i primi che dovrebbero essere educati allo sport. Dobbiamo eliminare le cose negative dal mondo dello sport, come il doping”.  
Carlo Tavecchio presidente Figc: “Vengo dall’aver fondato nel ’68 una società di calcio dilettantistica. Un modo per gestire in modo conveniente il tempo libero. La crescita del mondo dilettantistico è stata accompagnata da una burocratizzazione pazzesca, i nostri dirigenti devono pensare che il tempo che ho a disposizione in federazione lo spenderò per fare in modo che lo sport sia una cosa normale. Dobbiamo trovare una soluzione che ricordi il volontariato. Credo che l’Italia abbia il più grande volontariato europeo e che meriti più considerazione. La mia idea? Se ogni istituto scolastico formasse una squadra da far giocare in un campionato, sarebbe un moltiplicatore fantastico, indipendentemente dal fatto che lo faccia affiliandosi ad un ente di promozione o a una federazione”.  La palla passa ad Andrea Abodi presidente Lega Serie B: “Il senso di questa giornata è dimostrare che dal basso possono emergere delle sensibilità che però rischiamo di perdere quando tutti pensiamo di militare in serie A. Mi rifaccio al discorso del Santo Padre in San Pietro al Csi. “Preferisco una sconfitta pulita piuttosto che una vittoria sporca”. C’è sempre una partita superiore, che è quella dello stare insieme, dove si fa crescere il fatturato etico. Anche la comunicazione, la stampa, dovrebbe riservare spazio ad iniziative come quella di oggi".
Ci sono poi i due partner del Csi nel torneo della Junior TIM Cup. Marco Brunelli direttore generale Lega Calcio Serie A: “Se penso all’oratorio penso a un bel posto dove era bello  giocare con gli amici e crescere insieme. E’ stato bellissimo tornarci e riscoprirne il valore dopo anni di distanza”.
Cristiano Habetswallner responsabile sponsorizzazione Telecom Italia: “ho conosciuto bene gli oratori negli ultimi due anni, grazie al Csi e da allora ogni volta sono brividi. Come azienda vorrei offrire ai ragazzi l’opportunità di partecipare a laboratori nelle scuole e negli oratori. Quella di oggi è per me un’occasione imperdibile. Sono pronto a raccogliere le idee dal vertice dello sport, fondamentali per la crescita di questo paese”.
“La politica sportiva sogna in grande” è il titolo del contenitore cui partecipa anche il direttore editoriale dell’agenzia di stampa Italpress Italo Cucci, che al Csi ha ribadito il progetto della Maratona internazionale dei popoli a Pantelleria. L’idea è subito piaciuta al presidente della Federazione Atletica Leggera Alfio Giomi, che ha spiegato: “Abbiamo una delibera federale che dice che non si possono fare nuove maratone internazionali, ma ci sono delle eccezioni. Per cui porterò questa idea alla federazione internazionale nel prossimo incontro che si svolgerà in Francia e cercherò di procurarmi le firme per le autorizzazioni necessarie”.
“Il mondo è molto cambiato da quando abbiamo deciso di organizzare i mondiali di canoa sprint. Non ci sono più risorse, anche se è l’unica manifestazione mondiale nell’anno di Expo, e allora abbiamo chiesto aiuto al Csi e al mondo del volontariato. Con gli enti di promozione sportiva dobbiamo costruire percorsi sinergici anche in futuro. Avremo più di 100 oratori gemellati con le nazioni che parteciperanno al Mondiale”. Lo ha detto il vicepresidente del Coni Luciano Buonfiglio. “Senza i giovani non vai da nessuna parte - ha aggiunto - Se non pianti l’albero non cresce e quindi noi dobbiamo piantare tante piante per arrivare in alto”.
Arrivano altre idee per migliorare lo sport. Alfio Giomi: “Cambiare la cultura sportiva si può, cambiando il ruolo dell’attività fisica nell’ambito scolastico. Spesso è considerata un disturbo inutile. La grande battaglia è costruire un perimetro ampio in cui tutte le forze che fanno attività sportiva, possano confrontarsi con gli enti locali portando competenze. Primo punto è guardare al bene comune”.
Italo Cucci: “E’ ora di fare cose pratiche e io che sono allievo salesiano mi rifaccio a don Bosco. L’educazione si cambia con i fatti. Togliere retorica traducendo in concretezza.”
Luciano Buonfiglio: Sogno una nazione dove ognuno fa il suo dovere, va a lavorare non per fregare gli altri. Noi sportivi dobbiamo essere d’esempio agli altri. Se riuscissimo a fare sistema, io sogno un avversario che migliora me stesso e il sistema”.
Gli ultimi tre blocchi di sabato iniziano dopo ben 11 ore e 34 minuti di maratona, quando ormai l’orologio segna le 21.34. “Abbiamo un’idea da proporre, non una soluzione, ma un cammino”, così ha esordito il consulente ecclesiastico nazionale don Alessio Albertini dando il via al dibattito sullo “Sport in Oratorio” e ponendo un interrogativo: “perché spesso i ragazzi lasciano l’oratorio ?”. Don Samuele Marelli, direttore della FOM, risponde: “Molti ragazzi vanno via perché hanno ascoltato il Vangelo, ma non l’hanno respirato. La sfida è far respirare Gesù, e l’attività sportiva è una delle cose che serve a questo”.
Matteo Truffelli, presidente nazionale di Azione Cattolica, sottolinea, invece, l’importanza del ruolo del prete all’interno di un’associazione laicale, ma anche quella dei laici che camminano nel quotidiano con i preti.
“Oggi gli oratori devono riconsegnare la forza educativa alla comunità, allo sport, sviluppandosi in base alle esigenze che si sviluppano nel territorio” questa è la riflessione lanciata da don Riccardo Pascolini, presidente neoeletto del FOI, Forum Oratori Italiani.
Educazione è invece la parola con cui chiude don Michele Falabretti, responsabile della pastorale giovanile italiana: “educare è meraviglioso perché comporta mettersi in gioco, prevede la cura, la custodia e l’incoraggiamento dei passi buoni”.
Piccolezza e umiltà, invece, sono le parole chiave del videomessaggio alla platea inviato da don Mario Lusek, cappellano olimpico e direttore dell’Ufficio Sport della Cei.

Eventi, Attività, News

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli.

Ok