Ecco il popolo delle società sportive
Dopo un anno è tornato alla grande il Big Bang
Lo sport non è solo ciò che siamo abituati a vedere ogni giorno. Dietro ad allenamenti e partite ci sono persone, relazioni e un lavoro continuo di condivisione che generano tutto il resto. Il Big Bang dello Sport, giunto alla sesta edizione, si è confermato uno dei momenti più significativi di incontro e confronto per lo sport di base del territorio.
Come ogni anno, il grande laboratorio di idee ha chiamato a raccolta “il popolo delle società sportive”, che ha condiviso in 16 tavoli tematici, esperienze e proposte, fatiche e speranze riguardanti temi centrali delle attività quotidiane - dal ruolo degli allenatori alla gestione dei genitori, dallo sport inclusivo alla formazione dei dirigenti - con la voglia e la prospettiva di costruire e generare futuro.
L’evento ha registrato numeri da record: più di 250 partecipanti, tra dirigenti, allenatori e volontari, che hanno dedicato un’intera mattinata a confrontarsi e lavorare, mantenendo al centro il valore educativo e sociale dello sport di base. «Questo trend positivo di presenze, pur essendo alla 6ª edizione di questo progetto, è un risultato che conferma quanto sia forte, nelle nostre società sportive, il desiderio di confronto, crescita e visione condivisa. – ha sottolineato in apertura dei lavori il Presidente CSI Milano ed ideatore del Big Bang dello Sport Massimo Achini - Siamo convinti che creare spazi come questo non sia solo utile, ma necessario. Oggi più che mai lo sport italiano ha bisogno di momenti autentici di dialogo tra le società, luoghi in cui leggere insieme i cambiamenti e costruire risposte concrete per il futuro».
Quattro ore per provare a identificare le sfide dello sport di oggi, partendo dalla consapevolezza che è lo sport stesso a doversi adattare a nuove dinamiche e cambiamenti. Ad aprire la mattinata è stato il consulente ecclesiastico CSI Milano Don Stefano Guidi, che ha sottolineato l’importanza, per le società sportive, di trovare momenti come questi per condividere ciò che ogni giorno sono chiamate a vivere; non solo le difficoltà e i problemi, ma le motivazioni più profonde che spingono i volontari a mettersi a disposizione di centinaia di ragazzi e ragazze.
Hanno preso parte alla mattinata diversi amici del CSI, tra cui lo storico dirigente del calcio italiano Adriano Galliani, nominato dal Comitato di Milano “ambasciatore dello sport in oratorio”, con il conferimento del "Discobolo d'oro al merito del CSI", il più alto attestato di stima riservato a tutti coloro che nel corso degli anni hanno riconosciuto e sostenuto lo sport in oratorio e i suoi valori. «Non so se sono un maestro di vita — ha detto l’ex a.d. di Milan e Monza, cresciuto nell’oratorio dei Barnabiti nel cuore della provincia brianzola — ma di sicuro non ho dimenticato da dove provengo e, vi assicuro, che la gioia di vincere non cambia: che sia una partita del torneo dell’oratorio, una in Serie C o una in Champions League, l’emozione è la stessa. Lo so per esperienza diretta». Ha poi concluso con uno sguardo ai principi che rendono grandi i campioni: «È quasi impossibile diventare e restare a lungo un grande giocatore senza basi solide: per arrivare ad alti livelli è fondamentale costruire un solido sistema di valori».
E i valori dello sport in oratorio «Sono quelli che, nel concreto, sono portati avanti quotidianamente dalle nostre società sportive, “ricchezza e speranza” per le comunità di oggi – ha sottolineato il Presidente del CSI Milano, Massimo Achini. - La responsabilità che abbiamo e che sentiamo non è semplicemente quella di fare bene lo sport. È quella di incidere in termini educativi nella società e nelle comunità di oggi. E per farlo nessuno deve camminare da solo».
Presente anche Paolo Landi, direttore di BPM: «Conosco il CSI da quando sono piccolo. Essere qua significa prendere parte a qualcosa che nel tempo non è mai venuto a mancare, che ha sempre testimoniato non solo lo sport, ma l’educazione sportiva e la bellezza del saper stare insieme. Voi partecipate all’azienda più grande d’Italia: il volontariato conta ben 5 milioni di persone, un settore fondamentale per il nostro paese. Grazie per quello che fate, siete un esempio per tutte le persone».
Non è mancata la presenza della Diocesi, con la quale CSI sta camminando fianco a fianco, come poche volte nella storia. Monsignor Giuseppe Como, Vicario Episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della fede e per la Pastorale scolastica, ha dedicato una riflessione a tutti i presenti nella quale ha ricordato quanto la Chiesa milanese stia credendo fortemente nei progetti sportivi educativi. Ricollegandosi all’attualità, ha preso come esempio l’episodio che ha visto protagonista Alessandro Bastoni: «Tutti hanno messo al centro il comportamento negativo del giocatore, e lo è stato — ha spiegato — ma dove andremo e cosa vogliamo costruire se sono gli allenatori dei bambini a insegnare loro a simulare appena vengono sfiorati? Che educazione stanno dando? Dove crediamo di andare e come crediamo di crescere i ragazzini?».
L’appuntamento annuale per le società sportive si è chiuso dunque con una riflessione importante sulla relazione tra Chiesa, oratorio, sport ed educazione, ed è proprio con l’intento di chiamare a raccolta il “popolo dello sport in oratorio” che nasce il Big Bang.







