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Torna Amabilmente Sbocciati

Inaugurato il torneo di bocce

La stagione sportiva è iniziata e con lei anche le discipline di sport integrato, che quest’anno sono sotto il capello di SPRINT – Sport per realizzare inclusione nei territori. L’11 novembre ha fatto il suo esordio il campionato di Bocce Integrate “Amabilmente Sbocciati”, ormai giunto al terzo anno in casa CSI. 

L’esperienza del campionato ha ormai raggiunto numeri ragguardevoli, con 42 squadre divise in 7 gironi che coinvolgono oltre 100 atleti di 28 cooperative sociali sul territorio brianzolo. È di quest’anno, grazie proprio al lavoro di SPRINT, l’azione congiunta per portare le bocce integrate anche su territorio milanese, dove è necessario trovare le bocciofile disponibili ad ospitare le gare infrasettimanali. 

Parlare di bocce è ancora, nell’immaginario collettivo, qualcosa che lega a un tempo passato: «Un tempo lento più che altro - spiega Daniele Panetta, referente del progetto Bocce per CSI Milano - un tempo che consente a chiunque di giocare, e di conseguenza anche a persone con disabilità di diversa natura, sia intellettiva che fisica. Si sta davvero insieme, tutti, compresi gli atleti senza disabilità che gareggiano accanto ai ragazzi delle cooperative, e si sta insieme in ogni momento della gara, dal gioco al terzo tempo».

Amabilmente Sbocciati, che nasce da un’idea di Rete Tiki Taka con le cooperative sociali La Nuova Famiglia, Iride e Il Seme, forte dei suoi numeri straordinari punta, comunque, ad un’ulteriore crescita che esce dai solo ambiti dei campi e raggiunge le scuole e la formazione:
«L’obiettivo è consolidare questa esperienza e tutto ciò che genera attorno ma soprattutto curare il percorso di formazione che con CSI stiamo progettando in questo momento. Così si potrà parlare di un cammino completo tecnico, di crescita individuale, di esperienza, di vissuto, e di competenza nel sostegno agli atleti con disabilità - prosegue Panetta-. Abbiamo in mente anche una stretta collaborazione con le scuole nella speranza che gli studenti possano diventare loro stessi i partner del gioco, ovvero quelli che accompagnano e gareggiano accanto ai ragazzi con disabilità. Dobbiamo stringere le maglie anche nel rapporto con le società sportive per cui gli atleti si tesserano, così che loro si sentano davvero inseriti in un contesto comunitario che potrebbe offrire loro anche altre esperienze di disciplina sportiva». 

Il campionato è avviato, ora non resta che gareggiare, divertirsi, e spostare gli obiettivi sempre più vicino al boccino !

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