CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Il Papa parla allo sport

Papa Francesco, aprendo i lavori della prima conferenza mondiale “Sport e fede”, ancora una volta ha pensato anche a voi. Dovete fare subito una cosa. Scaricate il discorso del Papa (lo trovate a questo link) e diffondetelo nella vostra società sportiva. Leggetelo e discutetelo nella prima riunione del direttivo e stampatene una copia per dirigenti, allenatori e ragazzi.

Mercoledì scorso il Papa ha parlato a tutto il mondo dello sport. Davanti a sé aveva - tra gli altri - il presidente del Cio Bach, il segretario dell’Onu Ban Ki-moon, i rappresentanti di molte fedi religiose e grandi protagonisti dello sport mondiale. Ma non si é certo dimenticato delle piccole società sportive di base...

"Un’altra caratteristica importante dello sport è che non è riservato agli atleti di grandi prestazioni. - ha detto Francesco - C’è anche uno sport dilettantistico, amatoriale, ricreativo, non finalizzato alla competizione, ma che consente a tutti di migliorare la salute e il benessere, di imparare a lavorare in squadra, a saper vincere e anche a saper perdere. Per questo è importante che tutti possano partecipare alle attività sportive, e sono contento che al centro della vostra attenzione in questi giorni ci sia l’impegno per assicurare che lo sport diventi sempre più inclusivo e che i suoi benefici siano veramente accessibili a tutti. Le nostre tradizioni religiose condividono l’impegno per assicurare il rispetto della dignità di ogni essere umano. Perciò è bello sapere che le istituzioni sportive mondiali hanno preso a cuore così coraggiosamente il valore dell’inclusione. Il movimento paralimpico e altre associazioni sportive a sostegno delle persone con disabilità, come Special Olympics, hanno avuto un ruolo decisivo nell’aiutare il pubblico a riconoscere e ammirare le straordinarie prestazioni di atleti con diverse abilità e capacità. Questi eventi ci regalano esperienze in cui risaltano in modo mirabile la grandezza e la purezza del gesto sportivo. Ma in questo momento penso anche a tanti bambini e ragazzi che vivono ai margini della società. Tutti conosciamo l’entusiasmo dei bambini che giocano con una palla sgonfia o fatta di stracci nei sobborghi di alcune grandi città o nelle vie dei piccoli paesi. Vorrei incoraggiare tutti – istituzioni, società sportive, realtà educative e sociali, comunità religiose – a lavorare insieme affinché questi bambini possano accedere allo sport in condizioni dignitose, specialmente quelli che ne sono esclusi a causa della povertà".

Impossibile non pensare al vostro impegno quotidiano.Se non ci foste voi, chi si occuperebbe di quei bambini? Sentite allora l’abbraccio di papa Francesco di fronte al vostro impegno educativo. Abbiamo bisogno di società sportive “aperte” a tutti e aperte due volte verso chi è davvero in difficoltà. Dentro lo sport non siamo soli in questa fatica educativa.

La conferenza mondiale ha permesso di far abbracciare tantissime realtà che non guardano ai risultati ma al servizio che lo sport può fare all’umanitá: dalla nuotatrice dello Zimbabwe che conquista l’oro all’olimpiade accendendo così la luce sul suo paese, alla giocatrice di cricket del Pakistan, che racconta come lo sport l’abbia salvata da una vita condizionata dai talebani. Da tanti presidenti o responsabili di realtà che utilizzano lo sport nei contesti più disagiati, a chi organizza un mondiale per senza tetto. Dalla squadra dei rifugiati, ad esperienze come Intercampus… Dal nostro Csi per il mondo ad altre realtà che operano in luoghi nei quali giocare, per un bambino, rimane un sogno.

C'è un mondo che “crede” nello sport come strumento al servizio dell’umanità e che utilizza lo sport per rendere più bella la vita. Nel nostro territorio quel “mondo” é rappresentato da società sportive come le vostre capaci di giocare sino in fondo la partita più importante e difficile. Per realtà come le nostre, è bello sentire il Papa che dice “Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, essa è impegnata nel mondo dello sport per portare la gioia del Vangelo, l’amore inclusivo e incondizionato di Dio per tutti gli esseri umani”.

Ormai l’avrete capito. Di quel discorso vale la pena leggere ogni riga... 

Massimo Achini

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