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Arbitri al Niguarda per beneficenza

Consegnata la somma raccolta con le diarie

Nella giornata di campionato del 16 e 17 maggio 2026, gli arbitri di basket, calcio e pallavolo si erano accordati per devolvere le diarie di quel weekend in beneficenza: era l’Arbitro Day.

La cifra raccolta per il 2026 è stata di 5.570€, un importo che i direttori di gara hanno devoluto al Centro Clinico NeMo dell’Ospedale Niguarda, presidio di eccellenza nella cura, nell’assistenza e nella ricerca sulle malattie neuromuscolari e neurodegenerative. Il centro accompagna i bimbi, le loro famiglie e i pazienti in età adulta nel percorso clinico, ma anche psicologico e assistenziale.

Lo scorso 2 ottobre una rappresentanza dei direttivi arbitrali ha incontrato, nel reparto del centro clinico, i medici e le referenti di NeMo, consegnando l’assegno con la somma raccolta. Un momento bello davvero, in cui chi lavora ogni giorno in questa realtà ha mostrato gli spazi ospedalieri e raccontato in concreto ciò che viene realizzato attraverso le donazioni.

«Noi ci occupiamo di bimbi e adulti dalla diagnosi della malattia sino al fine vita – ha raccontato Paola Tomasi, responsabile del fundraising e della comunicazione dei centri clinici NeMo –. Siamo una realtà non profit e solo grazie alle donazioni riusciamo a fare la differenza nella vita di migliaia di famiglie. Affrontare la diagnosi di una malattia così importante fa sì che si abbia bisogno di un team multidisciplinare a supporto: neurologi, fisioterapisti, psicologi. Grazie alle donazioni possiamo aggiungere apparecchiature elettromedicali, ore di cura e ore di riabilitazione. Quindi davvero grazie agli arbitri CSI per questa iniziativa».

Le donazioni, dunque, costituiscono un’entrata centrale e determinante per la presa in carico dei pazienti: per questo il gesto dei nostri direttori di gara assume un ruolo fondamentale. «Sapere di poter aiutare il prossimo in modo concreto, con quello che per noi è un piccolo gesto, assume un valore ancor più grande e gli arbitri sono sempre favorevoli a rinunciare a una diaria per sostenere progetti di solidarietà. È un’ulteriore prova di servizio verso il prossimo – hanno spiegato i “fischietti” CSI Milano –. Essere arbitri nel CSI non significa solo far rispettare le regole sul terreno di gioco, ma testimoniare ogni giorno sul territorio i valori di vicinanza, inclusione e sostegno a chi affronta le sfide più difficili. Questo grande risultato è il frutto della generosità di ogni singolo arbitro che ha aderito all’iniziativa “Day Arbitro”, dimostrando che lo sport sa guardare oltre il “fischio” di fine gara. Un sentito ringraziamento va a tutti i direttori di gara che hanno reso possibile questa bellissima pagina di solidarietà e allo staff del Centro NeMo per la straordinaria accoglienza e per il lavoro che svolge quotidianamente con passione e competenza».

L’incontro nel reparto NeMo dell’Ospedale Niguarda è avvenuto alla presenza della Dottoressa Federica Cerri, neurologa responsabile dell’area SLA, e del Dottor Matteo Farè, neurologo, che hanno spiegato sia il lavoro quotidiano svolto dall’équipe sia l’importanza delle donazioni: «Le donazioni non sono una decorazione o un supporto minimale, ma sono la spina dorsale di tutto quello che facciamo e possiamo fare con un approccio multidisciplinare – hanno spiegato –. Consentono, ad esempio, di inserire una figura professionale in più o di avere più ausili per la riabilitazione e, ovviamente, di sostenere la ricerca stessa, che è interamente basata sul supporto delle donazioni». Con loro, ad accompagnare i nostri arbitri, anche Emma Ferrari, responsabile delle relazioni con i donatori di NeMo, che ha spiegato quanto sia importante parlare a fondo di queste patologie: «Sensibilizzare sul tema, spiegare l’impatto che queste malattie hanno sulle famiglie e raccontare il grande lavoro svolto dai centri che se ne prendono cura».

Il Day Arbitro 2026 ha mostrato quanto la coesione dei tre gruppi arbitrali, decisi a convogliare le donazioni in un unico progetto condiviso, abbia potuto fare davvero la differenza. La donazione consentirà ai professionisti del centro clinico di disporre di fondi da destinare concretamente al miglioramento dei loro servizi e a cure sempre più efficienti per le famiglie assistite.

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