Un libro sul progetto carcere a S.Vittore
Simone Gioia firma il racconto su "LIberi di Giocare"
Riportiamo la prefazione al libro, scritta da Lucia Teormino, responsabile del progetto carcere CSI Milano, "Liberi di Giocare”.
Nel libro, anche le testimonianze di alcune società CSI che hanno preso parte al progetto, disputando una gara di campionato a San Vittore. Il libro è scaricabile gratuitamente in PDF a fondo pagina.
Ci sono luoghi in cui il calcio non è solo uno sport, ma una possibilità.
Dietro le mura di San Vittore, il pallone non rotola soltanto per segnare dei gol: diventa un mezzo per ricominciare, per riscoprire la propria dignità, per sentirsi parte di qualcosa di vero. “Liberi di giocare” è il titolo di un progetto, ma è soprattutto un manifesto di speranza.
Questa pubblicazione racconta un anno straordinario di vita e di sport.
La storia dei ragazzi del San Victory Boys (stagione 2024/25): una squadra nata dove nessuno immaginerebbe di trovare un campo da calcio e che invece ha saputo regalare emozioni, vittorie e, soprattutto, umanità. Attraverso le voci dei protagonisti - allenatori, volontari, detenuti, arbitri e squadre CSI che hanno accettato di giocare “oltre le sbarre” - emerge un mosaico di esperienze che supera il risultato sportivo. È la cronaca di un percorso fatto di disciplina, fiducia e rispetto, ma anche di sorrisi, abbracci e lacrime.
Autore della pubblicazione è Simone Gioia, primo allenatore dei S. Victory Boys durante la stagione sopra citata. Il racconto è un insieme di brevi flash che danno volto e corpo a un’avventura irripetibile. In queste pagine si percepisce la forza rivoluzionaria dello sport, la sua capacità di creare legami, di far cadere barriere, di accendere speranze. Ogni allenamento, ogni partita, ogni gesto è un piccolo passo verso la libertà, quella vera: quella che nasce dentro, anche quando il mondo fuori è chiuso da sbarre e cancelli. Non è soltanto il diario di una stagione, ma la testimonianza di come il calcio possa diventare strumento di resilienza e rinascita. Un inno alla vita e alla bellezza che può germogliare anche nei luoghi meno accoglienti.






