CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Abbiamo dato davvero colore allo sport

«Si pensa che l’emigrante sia nato dopo la partenza, con lo sguardo in avanti, con l’aspettativa di una nuova vita. Invece arriva con lo sguardo indietro, verso ciò che ha lasciato, pertanto al momento dell’incontro nativo ed emigrato si volgono le spalle.» (Chinosi, 2002)
E’ iniziato con questa riflessione il clinic formativo di martedì scorso, 17 aprile, svolto presso la Stella Azzurra ‘56 di Cinisello, organizzato sul tema dell’integrazione grazie ad una serie di progetti che il Csi sta portando avanti. Una riflessione che fa riflettere, non c’è dubbio, perché spesso, quando parliamo di migranti, non riusciamo a comprendere veramente ciò che erano prima di diventare tali, ciò che avevano prima di essere accolti e cosa portino negli occhi e nel cuore. Nessuna retorica però è stata fatta, solo una precisa e funzionale analisi di ciò che accade intorno a noi.
La docente, Veronica Hurtubia dell’università Cattolica di Milano (foto sotto), parla con competenza e per esperienza, provenendo lei stessa da un paese straniero. Lancia input, propone nuovi punti di vista, stimola la discussione tra i presenti affrontando con il sorriso un tema delicato. Invita ad immedesimarsi nel migrante e in ciò che può provare in terra straniera, segni di un disagio che spesso si manifesta con atteggiamenti di “iper allerta”, spaesamento e insicurezza, tutti fattori di rischio che possono concorrere ad un esito negativo nel processo di crescita dell’individuo. Un argomento a cui il Csi tiene molto, grazie al progetto “Sport Inside” che prevede l’inserimento di numerosi giovani richiedenti protezione internazionale nelle squadre delle nostre società sportive – che peraltro procede a gonfie vele – e al quale l’area formazione ha voluto dedicare un clinic di aggiornamento aperto a tutti gli interessati.
In aula, gli adulti hanno affrontato il tema in maniera teorica, confrontandosi, grazie a testimonianze preziose come quella del presidente della Stella Azzurra ‘56 che ha aperto la serata portando l’esperienza della propria società che ha accolto diversi profughi.
Sul campo, a 50 metri di distanza, alcuni richiedenti asilo e già inseriti nelle società sportive, hanno giocato un’amichevole con la squadra di calcio a 11 della Stella Azzurra ‘56 (foto in alto).  Il risultato non conta, ciò che risalta è che i ragazzi in campo si sono divertiti e il clima era dei più distesi. Una serata speciale quella che abbiamo avuto la fortuna di vivere. Non aveva la pretesa di cambiare il mondo, forse di cambiare il modo in cui lo guardiamo.

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